Riapre il mercato ittico, ma si rischia il flop: non decolla il sistema di prenotazioni del Comune

Dopo un mese di chiusura, causa Covid, riprende l'attività. Gli ingressi saranno contingentati: massimo 21 fornitori di pesce, più due turni da 25 commercianti ciascuno. Piampiano: "Rigidità imposta dall'emergenza". I grossisti: "Bastavano i termoscanner"

Il mercato ittico - foto Igor Petyx

Nella notte tra oggi e domani riapre il mercato ittico. L'ora "X" è fissata alle 3, quando la struttura di via Crispi dopo oltre un mese riaprirà i cancelli ai produttori locali (per la fase di conferimento del pesce) e ai commercianti (per la compravendita). 

All'interno dell'area mercatale potranno accedere, se provvisti di regolare autocertificazione, i concessionari ed i loro dipendenti. Stop ai liberi portantini. Gli ingressi saranno consentititi solo ai titolari di partita Iva e inoltre saranno pure contingentati: massimo 21 fornitori di pesce (3 per ogni commissionario) tra le 3,30 e le 4,30, più due turni per 25 commercianti ciascuno (dalle 4,45 alle 6,30 e dalle 6,45 alle 8,30). Previsto un turno a parte per i grossi fornitori ittici (tir e camion) nella sola giornata di lunedì (dalle 13,30 alle 19,15). Nei restanti giorni alle 9 si chiuderanno le attività mercatali, per consentire la raccolta dei rifiuti nonché la pulizia e la sanificazione della sala vendita.

Sulla falsa riga di quanto avviene già per lo "scaro", all'ittico si potrà entrare solo esibendo il qr code generato dal sistema di registrazione sul portale del Comune (sezione "mercati generali"). Un sistema che preoccupa - e non poco - i concessionari degli stand, perché nessuno ha ancora effettuato prenotazioni. Insomma, si rischia il flop. Il motivo? Durante il periodo di chiusura dell'ittico molti fornitori avrebbero preso accordi con le pescherie, effettuando le consegne direttamente agli esercenti. 

E adesso a pagare il conto potrebbero essere i grossisti del mercato. Che protestano: "Un pescatore non è un contadino - tuona Filippo Calcagno, presidente dell'associazione dei commissionari e grossisti del mercato ittico di Palermo - non possiamo prevedere come andrà una battuta di pesca. Tutti i mercati ittici d'Italia stanno lavorando col metodo da noi suggerito noi, ovvero col termoscanner. Solo da noi, invece, si dovrebbe prenotare l'accesso il giorno prima per il giorno dopo costringendoci così a preferire un pescatore a scapito di un altro".

Il Comune però pone un problema di sicurezza. E cioè il rispetto delle norme anti Coronavirus. Spiega Vincenzo Messina, comandante della polizia municipale: "Siamo obbligati a rispettare le regole sul distanziamento sociale. Fare entrare soltanto 21 fornitori a notte ci permette di avere una tracciabilità. Se domani un soggetto venisse rintracciato positivo, noi possiamo esattamente stabilire chi c’era lì con lui in quel momento. Questa piattaforma di registrazione, sperimentata in entrambi i mercati della città, va soprattutto a garanzia dei consumatori. Per garantire la filiera agroalimentare metteremo delle pattuglie notturne, 3 all'ittico e 16 all'ortofrutticolo. Per noi è uno sforzo notevole, ma necessario al fine di proteggere la salute e contrastare l'emergenza sanitaria".

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Va però testato se il sistema adottato da Comune riuscirà a coniugare la tutela della salute con un business in sofferenza - ancor prima del Coronavirus - a causa della crisi delle marinerie siciliane. "L'emergenza sanitaria - dice Leopoldo Piampiano, assessore comunale alle Attività produttive - ci ha imposto un sistema rigido. Il calo degli accessi all'ittico sarà fisiologico". C'è il rischio di un flop? "Dipende dalla volontà di registrarsi dei fornitori e dei compratori - risponde Piampiano -. La procedura è obbligata per evitare assembramenti all'ingresso del mercato. Vediamo come andrà stanotte e se necessario apporteremo delle modifiche. Il collaudo sarà sul campo, auspico però che ci sia buona volontà da parte di tutti".

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