Pandemia e povertà, Addiopizzo: "Alla Kalsa disuguaglianze sempre più marcate"

L'associazione antiracket, assieme ad altre, ha messo in piedi una rete di sostegno: tante attività commerciali hanno donato pasti e spesa a diverse famiglie. Nel quartiere in molti non hanno neppure accesso alla didattica on line: "Così vengono negati i diritti costituzionali"

L’allarme è stato lanciato da più parti: la pandemia si porta dietro – oltre a malati e morti – anche la povertà e rischia di porre in uno stato di ulteriore emarginazione i più deboli, coloro che già prima della diffusione del virus arrancavano. Uno scenario che diverse associazioni come Addiopizzo, Handala, Booq, Send, la Casa di Paolo e la rete di Dappertutto stanno toccando con mano in un territorio in cui hanno sempre operato, la Kalsa. Sono state messe in campo diverse iniziative per sostenere chi non arriva neppure a mettere insieme il pranzo e la cena, chi o non riesce ad accedere ai sussidi pubblici oppure semplicemente non ne ha diritto. Persone alle quali – come scrive in un documento proprio il comitato antiracket Addiopizzo – vengono negati i diritti costituzionali. Una premessa che spesso porta dritti – pur di tirare a campare – all’illegalità.

Cosa vuol dire fare rete in tempi di emergenza? E’ questo che si chiede in un documento Addiopizzo, mettendo in risalto il sostegno già fornito nel quartiere del centro storico, ma anche guardando al futuro. Che potrebbe essere ancora più complesso – in contesti fortemente degradati – persino di questo presente. “Alla Kalsa – dicono dall’associazione – si stanno accentuando le diseguaglianze che già c’erano nella comunità”.

Uno dei motivi è che “molti degli strumenti individuati per far fronte alla crisi non sono nelle immediate disponibilità di tanti cittadini, ci sono infatti concrete difficoltà ad accedere alle misure di sostegno, dalla didattica on line ai sussidi alimentari”. Ed è proprio per questo che le associazioni stanno cercando di stare vicine a molte famiglie del quartiere, fornendo il supporto necessario per districarsi nelle maglie burocratiche per ottenere l’assistenza alimentare del Comune, ma “cercando soprattutto di creare e individuare ulteriori forme di sostegno per chi non ha i requisiti per avere questo aiuto”. 

Addiopizzo tiene poi a ringraziare le diverse attività che fanno parte della rete, colpite anche loro dalla grave crisi economica ingenerata da quella sanitaria, che hanno donato pasti e spesa a diverse famiglie della Kalsa, come Zangaloro, La Braciera, Ciccio passami l'olio, Balata, Archestrato di Gela, Il Mirto e la Rosa, il Cafè Verdone e il supermercato Decò di corso Finocchiaro Aprile. Attraverso AddiopizzoStore, inoltre, i produttori Scimeca e Cotti in Fragranza hanno fatto donazioni alla Missione Speranza e Carità e alla parrocchia di Sant’Antonino. Sul sito AddiopizzoStore è stato pure attivato un servizio di spesa “sospesa” rivolto a chiunque voglia donare il proprio acquisto.

Per l’associazione “le imprese e gli esercizi commerciali sani della nostra città rappresentano una componente fondamentale della comunità, per queste ragioni ci auguriamo che le risposte attraverso strumenti come la cassa integrazione in deroga e l'accesso al credito non rimangano impantanati tra ritardi e lungaggini burocratiche che poco hanno a che vedere con l'esigenza sacrosanta di assicurare trasparenza e legittimità. Solo con una risposta rapida, credibile e vigorosa riusciremo a sottrarre territorio, fasce sociali e pezzi di economia a fenomeni di illegalità diffusa e di criminalità organizzata”. La pandemia, inoltre, dovrebbe essere proprio l’occasione per “riporre in primo piano diritti fondamentali come quelli alla salute, al lavoro e all’istruzione, che rimangono, oggi più di ieri, un miraggio per tanti, ormai troppi”.

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