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Un paziente Covid in ospedale

Un paziente Covid in ospedale

Pronto soccorso sotto stress, i dati dei medici: "Da 4 giorni una vecchietta in attesa di un posto"

Il sindacato Cimo snocciola i numeri sui positivi in attesa di ricovero: dal Civico all'Ingrassia, ospedali al collasso. Il vicesegretario Collodoro: "Scenario di guerra, basta minimizzare". L'appello alla Protezione civile: "Servono strutture da campo"

"In queste ore assistiamo allibiti a dichiarazioni di soggetti istituzionali che fanno a gara il gioco dello scaricabarile. Ci auguriamo che la Protezione civile stia programmando la realizzazione di strutture da campo. Lo scenario è già uno scenario di guerra. Il trend va verso un peggioramento e non si potrà essere colti alla sprovvista. Minimizzare non serve a nessuno: si è già minimizzato abbastanza".

A dirlo è Angelo Collodoro, vicesegretario regionale siciliano del sindacato dei medici ospedalieri Cimo. Ieri il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in una lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte, al governatore siciliano Nello Musumeci e al prefetto del capoluogo siciliano, Giuseppe Forlani, aveva sottolineato che la Sicilia va verso "una strage annunciata".  

A snocciolare i numeri è lo stesso Collodoro. "In questo momento al pronto soccorso dell'Arnas Civico stazionano 45 Covid positivi e circa 40 pazienti al Cervello - dice -. Tutti in attesa di ricovero. Il pronto soccorso di Villa Sofia ha al momento 63 pazienti in trattamento e altri 22 in attesa per un totale di 85 malati, al pronto soccorso del Policlinico ci sono 26 pazienti in trattamento e al piccolo pronto soccorso Ingrassia stanno assistendo 26 pazienti, di cui 4 sono positivi e 10 in attesa di risposta del tampone. Per non parlare di una povera vecchietta che da 4 giorni sta pronto soccorso in attesa di un posto letto".

"In questi giorni - attacca Collodoro - abbiamo assistito a enormi assembramenti a Palermo, non ultimo nei mercatini che andrebbero chiusi. Da medici non possiamo che chiedere al sindaco Orlando la loro chiusura per motivi di sicurezza". Dal Cimo arriva anche una richiesta al governo regionale. "Realizzare strutture territoriali alternative all'ospedale per dimettere i pazienti ricoverati in ospedale ma non necessitanti di un contesto assistenziale ospedaliero".

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