Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

L'incubo Covid, il volo dalla Guinea e ora i sorrisi: Jaime lascia la terapia intensiva

Sta meglio il 49enne palermitano originario della Guinea Equatoriale giunto all'ospedale Cervello in gravi condizioni con un volo militare. Ora è in via di guarigione. La moglie: "Ha mangiato una fetta della torta di mele che ho preparato"

Jesus Jaime Mba Obono e la moglie Chiara

La felicità ha un sapore? Forse sì... Per Jesus Jaime Mba Obono, il 49enne palermitano originario della Guinea Equatoriale colpito a fine aprile nel suo Paese dal Coronavirus e giunto all'ospedale Cervello in gravi condizioni grazie alla mobilitazione di comuni cittadini prima e della Farnesina dopo, è quello della torta di mele. Dopo giorni in bilico tra la vita e la morte, adesso il suo quadro clinico è in netto miglioramento e i medici lo hanno trasferito dal reparto di Terapia Intensiva a quello di Malattie infettive. Non "solo" una formalità, anzi, il segno che l'incubo in cui era precipitata tutta la sua famiglia sta per finire. Domenica ha perfino potuto assaggiare un pezzetto del dolce portato dalla moglie.

La storia di Jesus ha coinvolto due Paesi, geograficamente distanti ma che sono stati virtualmente avvicinati dalla generosità di centinaia di persone. Palermitani in primis. Partito per andare a trovare nel suo paese d'origine la madre, i quattro fratelli e la famiglia era rimasto "bloccato" lì per via della chiusura delle frontiere. Nella seconda metà di aprile il malessere, poi la diagnosi: Covid positivo. La situazione è diventata critica ed è stato necessario il ricovero ma le sue condizioni si sono aggravate ancora. Era necessario il rimpatrio. Operazione troppo costosa per la moglie Chiara, rimasta a Palermo col loro bimbo. Allora per riportare Jesus Jaime in Italia, la famiglia ha lanciato anche una sottoscrizione raccogliendo sulla piattaforma "GoFundme" 104 mila euro, per noleggiare un aereo privato. Il denaro però non è servito alla fine (è stato restituito a chi aveva fatto la donazione ndr) perchè la Farnesina è intervenuta con la Difesa riportandolo a Palermo.

Ad accoglierlo e curarlo sono stati, e sono ancora oggi, i medici e gli infermieri del Cervello. Dopo i primi giorni "bui", Jesus ha iniziato a rispondere alle terapie. Il 19 maggio il primo motivo di "festa": niente più apparecchi artificiali per aiutarlo a respirare.

E di giorno in giorno la moglie Chiara, piombata suo malgrado nel vortice delle notizie a mezzo stampa ma che ha anche potuto contare su una solidarietà inaspettata, aggiorna quella che chiama "la grande famiglia" su Facebook. Racconta dei progressi del marito, delle telefonate, della gioia di potere finalmente sentire la sua voce. "Un saluto a tutti da Jaime, molto contento e positivo - scriveva domenica - Vi ringrazia di cuore, tutti. Oggi, con il permesso del medico ha potuto mangiare una fetta di torta di mele che ho preparato e portato in reparto per il personale. Un po' di sapore di famiglia. Un abbraccio a tutti e buona notte".  

Stamattina l'annuncio carico di gioia: "Splendida notizia mattutina, stanno trasferendo Jaime nel reparto di malattie Infettive, terapia intensiva finitaaaaa".

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