Coronavirus, palermitano bloccato da 10 giorni ad Abu Dhabi: "Lo Stato ci riporti a casa"

Vincenzo Di Fresco ha già speso seimila euro per acquistare 12 voli poi tutti cancellati all'ultimo momento. A PalermoToday dice: "Ho problemi di salute e sono senza farmaci, non so quanto potrò resistere". La Farnesina è già al lavoro per fare rientrare circa 200 italiani intrappolati negli Emirati Arabi

Vincenzo Di Fresco

Doveva rientrare da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, il 17 marzo, ma per via dell’emergenza sanitaria il suo volo Alitalia è stato cancellato. Da allora, Vincenzo Di Fresco, un palermitano che come altri italiani non riesce a tornare nel nostro Paese, ha già speso ben 6 mila euro per acquistare la bellezza di 12 voli con diverse compagnie per rientrare: tutti sfumati, però, anche all’ultimo momento, quando già aveva la carta d’imbarco in mano. Ieri poi gli Emirati hanno deciso di chiudere le frontiere, quindi la situazione si fa sempre più complessa: da qui la richiesta di aiuto lanciata da Di Fresco attraverso Palermotoday.

“Da ieri sera è scattato il coprifuoco – racconta – e le frontiere sono state chiuse per almeno 14 giorni. Sono autorizzati soltanto voli cargo e voli di evacuazione, questi ultimi sono quelli che dovrebbero rimpatriarci, a nostre spese peraltro. Riesco a comunicare con l’ambasciata e il consolato soltanto attraverso email e dopo la chiusura delle frontiere mi hanno detto di fornire le mie generalità a un’agenzia di viaggi già incaricata di formare la lista degli italiani bloccati qui”.

Al di là della clausura forzata e dell’impossibilità di tornare a casa, Di Fresco mette in luce un altro problema non di poco conto: “Ho una condizione di salute abbastanza grave, tenuta in equilibrio da parecchi farmaci – scrive – e l’Asp di Palermo che mi ha in cura ha già provveduto a inviarmi la certificazione della mia patologia che la prescrizione aggiornata dei farmaci. Ho inviato tutto all’ambasciata per chiedere urgente assistenza sanitaria e rientro per gravi motivi di salute. Mi dicono che hanno preso nota, ma che al momento non sono previsti voli di rientro. L’Italia ha l’obbligo di evacuarci e assisterci – conclude - siamo totalmente abbandonati a noi stessi. Io ho terminato i farmaci e non so fino a quando riuscirò a tenere”.

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Una situazione drammatica, purtroppo comune per tanti versi a molti italiani sorpresi dalla pandemia mentre si trovavano all’estero. La Farnesina è costantemente impegnata per far fronte a questa emergenza: “Grazie alla preziosa collaborazione delle compagnie aree, con particolare riferimento ad Alitalia e Neos – spiegano da Roma - sono stati organizzati 190 tra voli in deroga alla programmazione ordinaria o altri tipi di collegamenti (18 navi, 6 pullman), che hanno permesso di riportare a casa oltre 35 mila connazionali”. Sul caso di Di Fresco, spiegano che la procedura indicata è quella corretta: “L’ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato di Dubai sono in costante contatto con oltre 200 connazionali e lavorano senza sosta per agevolare un volo di rimpatrio”. Stabilire i tempi del rientro non è semplice, perché dipende da tanti fattori, ma certamente quanto prima Di Fresco e gli altri torneranno a casa. 

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