Palermitani bloccati a Valencia: "Torniamo a casa, imprenditore pagherà viaggio di ritorno"

La vicenda della coppia rimasta in Spagna senza lavoro e soldi. Il lieto fine porta la firma e il cuore di Francesco Giattino, direttore commerciale di Tasca d’Almerita. I due ragazzi, dopo l’articolo di PalermoToday, sono stati contattati anche dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli

Riccardo Di Stefano e Fabiana Randazzo

La semplicità delle piccole cose, nascosta in un grande gesto che attraversa il Mediterraneo, atterra in Spagna e scalda il cuore di due palermitani. Dopo la storia raccontata da PalermoToday, Riccardo di Stefano, il pizzaiolo di Cruillas andato a Valencia per tentare fortuna, e la fidanzata Fabiana potranno tornare a casa. La giovane coppia è rimasta bloccata in Spagna dopo che il Coronavirus ha imposto la chiusura delle frontiere. Lì sono stati licenziati dal ristorante che si è trovato costretto a chiudere, senza soldi, con un contratto d’affitto in scadenza ma soprattutto con l’urgenza di tornare in Italia per assistere il padre malato. Il lieto fine porta la firma e il cuore di Francesco Giattino, direttore commerciale di Tasca d’Almerita.

“Navigando su internet mi sono imbattuto in questa notizia e ho pensato che, con un semplicissimo gesto, si poteva risolvere questa spiacevole disavventura - racconta Giattino a PalermoToday -. Ho immediatamente contattato un caro amico che ha un'agenzia di viaggi che, in pochi minuti, ha trovato un itinerario per far rientrare i ragazzi in 48 ore. Ho inviato l’articolo del vostro giornale ad Alberto Tasca che, immediatamente ha risposto ‘Fai, organizza!’. Non avevo dubbi. E così è subito partita la macchina organizzativa”.

Un gesto nobile che consentirà alla giovane coppia di ritornare a Palermo. “Ci siamo così messi in contatto con i ragazzi per permettergli di scegliere l’itinerario più comodo per il loro rientro - prosegue Giattino -. Lei soffre d’asma e, in un momento in cui la salute viene prima di tutto, è necessario che il viaggio sia organizzato nel modo più sicuro possibile. Metteremo inoltre delle bottiglie di vino all’asta. Oggi abbiamo aiutato questi due ragazzi, domani chissà. Crediamo nel potere della condivisione. Speriamo che questo gesto dia l’idea, sia un monito, anche a tanti altri amici imprenditori, o semplici privati, con cui condividere dei piccoli sogni che fanno stare bene”.

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I due ragazzi, che entro fine aprile torneranno ad abbracciare la loro famiglia, sono rimasti colpiti e senza parole. “Non riesco a trattenere le lacrime - afferma Fabiana -. Il pensiero che uno sconosciuto abbia capito le difficoltà che possono affrontare in un momento come questo dei ragazzi che si trovano all’estero e non riescono a tornare a casa, che si sentono abbandonati dal proprio Paese, che non ricevono risposte certe e celeri fa stare bene, ci commuove, ci lascia senza parole. Non sappiamo davvero come ringraziare. E non so se un sorriso e le nostre lacrime possano bastare. Un semplice grazie non basterebbe”. I ragazzi, dopo l’articolo di ieri, sono stati contattati anche dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli che, tramite una e-mail, li ha messi in comunicazione con l’Unità di crisi della Farnesina. “Noi però - concludono Fabiana e Riccardo - quando torneremo a casa sarà grazie al cuore di un imprenditore che ci vuole bene anche se non ci conosce”. 

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