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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Coronavirus, denuncia della Fials-Confsal: "Al Cervello si è perso tempo per la disinfezione"

Il segretario Enzo Munafò interviene dopo il caso del camionista di Terrasini positivo al tampone: "Per fare camminare il paziente in quello che avrebbe dovuto essere un percorso protetto, sono stati sistemati dei faldoni a terra e del materiale di fortuna. Sistema in tilt"

"Il caso del paziente contagiato dal Coronavirus che si è recato al Cervello ha evidenziato tutti i ritardi, le inefficienze e l’impreparazione nell’affrontare una situazione di emergenza. Le indicazioni prontamente emanate dall’assessore Razza non hanno trovato applicazione nelle aziende sanitarie. A farne le spese è purtroppo il personale che rischia di pagarne lo scotto con la propria salute”.

Lo afferma Enzo Munafò, segretario provinciale della Fials-Confsal, che sta monitorando la situazione all’ospedale Cervello dopo il caso del camionista di Terrasini positivo al tampone. “Ho avuto modo di sentire medici, sanitari e tecnici che hanno visitato e accolto l’uomo - dice Munafò - quando si è capito che il paziente era infetto, il personale del 118 era vestito di tutto punto con i presidi antinfotunistici, tra il personale si è diffusa grande paura. Niente mascherine e dispositivi di sicurezza, persino per la disinfezione dei locali si è perso tempo perché è stato necessario contattare la ditta per la sanificazione, che interviene con un addetto a chiamata e non è prontamente disponibile. Tanto che per fare camminare il paziente in quello che avrebbe dovuto essere un percorso protetto, sono stati sistemati dei faldoni a terra e del materiale di fortuna".

La direzione sanitaria, interpellata telefonicamente, si è limitata a comunicare che 'la delibera per l’acquisto del materiale è stata già approvata', come se bastasse questo a scongiurare le gravi conseguenze che rischiano adesso i dipendenti". A dirlo è sempre il sindacalista della Fials-Confsal, che richiama i vertici delle aziende ospedaliere a una maggiore attenzione e celerità nell’applicazione delle linee guida e indicazioni fornite dall’assessorato alla Salute.

“Purtroppo - conclude Munafò - il sistema si è fatto trovare impreparato nell’organizzazione. L’assessorato a tempo debito dovrà fare le considerazioni sulle misure attuate, perché avevamo tutto il tempo per non farci trovare impreparati e invece oggi si registrano gravi ritardi. Certi errori possono essere imperdonabili, altri rischieranno invece di essere perseguibili per tentato  procurato contagio".

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