Covid hospital a Cefalù, la Fondazione stoppa i malumori: "Facciamo la nostra parte"

Nella struttura dovranno "convivere" pazienti positivi al Covid-19 e degenti con altre patologie. Paura e dubbi tra i medici: "Non temiamo il virus, ma di non avere abbastanza tutele per noi e i malati". Il manager del Giglio: "Adottate soluzioni per assicurare contrasto all'infezione pandemica e continuità assistenziale"

Una stanza dell'ospedale Giglio

"Non temiamo il virus, ma un'organizzazione che non tutela a dovere nè i lavoratori nè i pazienti", "Adottiamo misure organizzative che consentono di assicurare contestualmente il contrasto all'infezione pandemica e la continuità di risposta assistenziale a tutte le altre patologie ordinarie". Ecco le due "anime" che animano l'ospedale Giglio di Cefalù negli ultimi giorni. Da quando è stato ufficializzato che il nosocomio ospiterà anche pazienti positivi al nuovo Coronavirus il clima tra le corsie si è surriscaldato. Molti i dubbi sollevati da chi al Giglio lavora e chiede di prendere una decisione netta: "Meglio avere una sola tipologia di pazienti: o positivi o negativi. La soluzione intermedia lascia a desiderare, troppo". Netta la risposta della Fondazione: "Facciamo la nostra parte. Sono state adotatte le misure necessarie per la sicurezza di tutti".

La tensione è palpabile tra i corridoi della struttura, ma anche all'esterno. Un fil rouge di interrogativi e perplessità unisce l'ospedale e il Municipio. Il primo a sollevare dubbi è stato il sindaco, che si è esposto con una lettera inviata al presidente della Regione Nello Musumeci, al ministro della Salute Speranza, al capo della Protezione Civile Borrelli e alla fondazione Giglio  "Sulla scelta, assunta dalle autorità regionali, di destinare l’ospedale di Cefalù all’emergenza Covid-19, informalmente comunicatami dal presidente della fondazione Giglio nella giornata di martedì e da me portata a conoscenza dei cittadini con la diretta Facebook di ieri pomeriggio, - ha scritto Rosario Lapunzina - pretendiamo di avere piena garanzia, attraverso l’evidenza delle scelte progettuali e tecniche da porre in essere, che non vi può essere il sia pur minimo rischio di interferenza tra i reparti che proseguiranno la loro attività e quello destinato agli ammalati di Covid-19".

Cefalù Covid hospital, il sindaco chiede chiarezza

Una missiva che mette nero su bianco i malumori e i dubbi che circolano anche tra i camici bianchi. Tanti gli interrogativi e ancora di più le preoccupazioni. Paura, questo il termine più corretto. Non del Covid - confidano tra un turno e l'altro - ma della "poca trasparenza" su tutta l'operazione. I dubbi riguardano soprattutto i profili organizzativi. Dalle corsie sottolineano che "il nosocomio non si presta a essere un ospedale ibrido per le caratteristiche meramente strutturali dell'edificio. E' un monoblocco, non si sono corpi staccati, padiglioni, come invece altre costruzioni". La richiesta è di prendere una direzione univoca: "Sarebbe più sensato o avere solo pazienti positivi al Covid o, al contrario, ricevere i non positivi che devono essere trasferiti dalle strutture già riconvertite come Covid hospital". C'è poi chi sottolinea che il personale non basta. Altra criticità è data dalla gestione della Terapia intensiva. "Se nella nostra saranno ricoverati solo i positivi al Covid - dicono - significa che saremo costretti a trasferire altrove i pazienti, ricoverati da noi per altra patologia, che dovessero aggravarsi".

La Fondazione Giglio però risponde ricordando che "l’individuazione di un'area Covid presso l’ospedale di Cefalù risponde ad una ragionata programmazione assessoriale, ed è immediatamente comprensibile come tale scelta assicuri al territorio cefaludese e madonita una pronta ed efficace risposta all'emergenza in corso, tale da confermare, ancora una volta, la specifica attenzione verso le problematiche sanitarie del comprensorio”.

"Da più parti – puntualizza il presidente della Fondazione Giovanni Albano - è stata avanzata, senza alcun fondamento, l'ipotesi che una siffatta scelta assistenziale ed organizzativa possa essere correlata alla volontà di reperire aggiuntive risorse economiche: nulla di più sbagliato e di più ingiusto, anche in considerazione del fatto che l'ente si troverà verosimilmente ad affrontare oneri aggiuntivi per la gestione dell'emergenza epidemiologica da Coronavirus. Prevalgono piuttosto – sottolinea - il responsabile adeguamento alla pianificazione regionale e il dovere, sanitario ed etico, di rispondere adeguatamente, sul piano assistenziale, alla corrente pandemia, tutelando la salute pubblica".

Secondo Albano "tali obiettivi possono essere scientificamente ed operativamente conseguiti, adottando misure organizzative che consentano di assicurare contestualmente il contrasto all'infezione pandemica e la continuità di risposta assistenziale a tutte le altre patologie ordinarie, in particolare di natura emergenziale”.

Quando alle attività realizzate "per mettere in sicurezza il presidio ospedaliero da eventuali contagi", la "Fondazione – spiega Albano - ha provveduto ad isolare, rispetto ai percorsi ordinari, l'accettazione, la mobilità interna, la degenza, la gestione e il trattamento degli eventuali pazienti covid. E’ da escludersi qualsiasi possibile contatto diretto o di sovrapposizione tra i percorsi pazienti Covid e 'no Covid'”.

La Fondazione, tiene a sottolineare il manager - "si pone ancora una volta a disposizione del proprio territorio, garantendo sicurezza sanitaria e capacità di risposta anche alla nuova emergenza, nel rispetto della pianificazione regionale e a tutela della salute della popolazione che resta il prioritario obiettivo della propria azione, così come di quella delle istituzioni locali alle quali si chiede oggettiva considerazione dei fatti e condivisa assunzione di comuni responsabilità nei confronti delle Comunità amministrate. Infine – precisa il presidente – la Fondazione Giglio attiverà il reparto Covid, come stabilito dal cronoprogramma regionale, nel caso in cui si dovesse raggiungere il picco di positivi al virus previsto, al momento, nella seconda metà di aprile”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Via dell'Arsenale, donna si lancia dal balcone e muore

  • La morte di "Ago" in viale Regione Siciliana, indagata l'automobilista che lo ha investito

  • Malore mentre fa il bagno al mare, morta una donna a Mondello

  • Gli cancellano i voli, palermitano in Polonia reagisce a pedalate: "Tornerò a casa in bici"

  • Reddito di cittadinanza, 413 tirocini attivati dal Comune: tremila euro per sei mesi di lavoro

  • Bimbo cade dal letto e muore a soli 10 mesi, i suoi organi salvano due vite

Torna su
PalermoToday è in caricamento