Virus, l'idea di un ortopedico palermitano: "Consulenze online gratis per non affollare gli ospedali"

Tramite il proprio profilo Facebook, Daniela Martorana ha aperto uno studio virtuale per ascoltare e aiutare chi accusa dolori o fastidi: "Ognuno di noi deve fare la propria parte. E' un modo per alleggerire nosocomi e medici di base e fare sentire ai cittadini che noi ci siamo"

Nella foto da sinistra verso destra il caposala Piero Programma, Daniela Martorana, Massimiliano Mosca, Lorena Bellia e Antonio Jacobs

Evitare gli accessi impropri nei Pronto soccorso, non affollare gli studi dei medici di famiglia ma, allo stesso tempo, garantire le cure a chi ne ha bisogno scongiurando che alcuni fastidi non trattati adeguatamente possano innescare patologie più serie. È uno degli obiettivi prioritari della sanità, rivoluzionata e riorganizzata alla luce dell'epidemia Covid-19. In questo quadro anche gli ortopedici palermitani fanno la loro parte mettendosi a disposizione per consulenze online gratuite. Diversi professionisti, tramite i propri profili Facebook, hanno aperto le porte di uno studio virtuale per ascoltare e aiutare chi accusa dolori o fastidi. Basta contattarli tramite il social per un consulto. Tra i primi camici bianchi ad aderire all'iniziativa c'è Daniela Martorana, ortopedico in forza a Villa Sofia, che a PalermoToday spiega: "Ognuno di noi deve fare la propria parte. Mi è sembrato giusto mettermi a disposizione di tutti, non solo dei miei pazienti. E' un modo per aiutare chi ha un fastidio evitando, finchè è possibile, di affollare le aree di urgenza o gli studi dei medici di base".

Un gesto che si traduce innanzitutto in un post su Facebook che recita: "Ciao! Sono un ortopedico Mentre siamo in quarantena, se hai bisogno di aiuto, supporto, informazioni per un quadro doloroso che non sai come gestire o quali farmaci prendere per alleviarlo, contattami pure sarò volentieri a disposizione per sostenerti ed aiutarti. Ne usciremo! Ma ora: #RestaInCasa. Invito le/i mie/i colleghi, conoscenti e amiche/amici ortopedici a unirsi a questa campagna".

E il messaggio è arrivato forte e chiaro. In tanti hanno colto al volo la possibilità. "Una neomamma - racconta Martorana - mi ha scritto per via di un dolore al braccio che non le dava tregua, dovuto alle posture non corrette adottate per cullare e tenere il suo bimbo. Una ragazza invece era caduta e accusava dolore persistente a un piede. Se mi contatta un mio paziente - spiega - è più semplice perchè conosco la storia clinica, quando invece mi scrive una persona che non conosco faccio una breve anamnesi, mi faccio spiegare il problema. Se hanno radiografie o altri esami chiedo di inviarmeli e solo dopo suggerisco terapie e indicazioni da rispettare. Chiaramente non è come effettuare una visita tradizionale e in alcuni casi è indispensabile recarsi in una struttura. Molto spesso però, per traumi lievi o piccoli fastidi, la consulenza svolta così si rivela efficace. Il paziente è rassicurato e ottiene il parere di uno specialista ma, allo stesso tempo, non ha esposto se stesso e gli altri al pericolo del contagio allontanandosi da casa". 

daniela martorana-2Lo studio "virtuale" si affianca all'attività ospedaliera ordinaria. "Restare a casa - sottolinea Martorana - è davvero l'unica arma che abbiamo per fermare il virus. Se dedicare parte del mio tempo a consulenze online può servire, lo faccio con il sorriso. Non importa se impiego le mie ore libere. Non importa se non ho un ritorno economico. Dopo avere appreso di alcuni colleghi del Nord di altre branche che si sono messi a disposizione così, mi sono confrontata con il mio primario, Massimiliano Mosca, che mi ha supportato in questa iniziativa".

"Ogni mattina sono in reparto, come sempre, mentre ho sospeso le visite che facevo privatamente in studio - spiega Daniela Martorana - L'ospedale Cervello è stato individuato come Covid hospital mentre Villa Sofia prosegue la sua attività 'normalmente'. Chiaramente tutti noi siamo coinvolti però nella gestione dell'epidemia. Le urgenze sono garantite e abbiamo pazienti ricoverati. Ai nostri utenti si sono aggiunti anche quelli di Ortopedia pediatrica, che dal Cervello sono stati trasferiti da noi. Abbiamo rinviato solo le attività programmate e non urgenti. Per il resto l'attività prosegue. Da noi come per altri reparti. Le sale operatorie funzionano, noi garantiamo l'assistenza. In ambulatorio, per esempio, proseguiamo con le visite dei pazienti che hanno affrontato un intervento. Certo, stiamo più attenti. Perchè c'è sempre la possibilità di essere davanti a un positivo al Covid-19 ma asintomatico. Le altre patologie però non vanno in vacanza, non scompaiono. Anzi... ". L'epidemia ha modificato le abitudini e, di conseguenza, anche i motivi per cui si ricorre al medico. All'ortopedico in particolare. "Sono diminuiti i traumi 'da strada' - spiega - perchè le persone che escono sono numericamente inferiori rispetto alla normalità, ma ci sono i traumi domestici. E sono tanti. La maggior parte delle fratture del femore avvengono tra le quattro mura. Poi ci sono gli incidenti dovuti alla frenesia di dovere occupare il tempo: c'è chi incappa in incidenti impovvisandosi sportivo, un paziente ha deciso di darsi alla falegnameria ma a farne le spese è stata la sua mano con un brutto taglio, una signora invece è arrivata con una frattura alla gamba nel tentativo di pulire un lampadario". 

"Noi ci siamo - ribadisce Martorana - ci siamo sempre e per tutti. Non è da escludere che un paziente positivo al Covid abbia necessità del nostro intervento e certamente non ci tiriamo indietro. Chiaramente in quel caso saranno adottati tutti gli accorgimenti del caso per agire in totale sicurezza per il personale sanitario, per il paziente e per gli altri degenti".

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La prevenzione resta la parola chiave. "L'espressione 'Restate in casa' è davvero molto più che uno slogan. Io esco tutte le mattine, arrivo in ospedale e indosso mascherina e guanti. Non importa il fastidio, la scomodità. Non importano i segni sul viso. Se un paziente sta male, prendo al volo le protezioni e corro in suo aiuto. E come me i miei colleghi. Quando torno a casa lascio le scarpe sul pianerottolo, entro in silenzio per fare in modo che a mia bimba di 4 anni non si accorga che la mamma è tornata e mi faccio la doccia. Solo dopo corro da lei. Non vedo i miei genitori dal due marzo. E' un sacrificio che è giusto fare. Ai palermitani dico di stare a casa per il loro bene e quello delle persone a cui tengono. Non uscite se non è indispensabile. Capisco il peso della noia e delle rinunce, ma solo così potremo tornare tutti alla vita di sempre. Ai miei colleghi chiedo di mettersi a disposizione perchè se i cittadini sentono che noi ci siamo, se sono rassicurati, adotteranno comportamenti più responsabili".

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