Coronavirus, stop alla vendita di alcolici dalle 21 alle 6 per evitare assembramenti

Il sindaco Orlando ha firmato un'ordinanza che impone il divieto fino al 13 novembre, data in cui scade il Dpcm del premier Conte. Trasgressori puniti con una multa compresa tra 400 e 1.000 euro. Chiusura da 5 a 30 giorni per i locali che violano il provvedimento

Stop alla vendita di alcolici dalle 21 alle 6 per evitare assembramenti in aree pubbliche e scongiurare il rischio di nuovi contagi da Coronavirus. E' questo il succo di un'ordinanza firmata dal sindaco Leoluca Orlando.

Un provvedimento anti movida - valido fino al 13 novembre prossimo - che nei fatti è più restrittivo del Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, perché impone il divieto di vendita di alcolici agli esercizi commerciali di vicinato, alle medie strutture di vendita e anche ai distributori automatici di bevande. Il divieto vale anche per bar, pub, ristoranti e pizzerie a meno che i clienti non consumino al tavolo sino alle 24, come stabilito dal Dpcm.

Nella stessa fascia oraria (dalle 21 alle 6) vietato consumare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione anche nei parchi, nei giardini e nelle ville. Secondo quanto si apprende, i trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa compresa tra 400 e 1.000 euro. Nei casi in cui la violazione sia commessa nell'esercizio di un'attività d'impresa, oltre alla multa, sarà prevista la chiusura dell'attività da un minimo di 5 a un massimo di 30 giorni. Resterà sempre consentita la vendita con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. 

Quella di Orlando è un'ordinanza condivisa con i sindaci dell'Anci. Secondo il primo cittadino, "siamo di fronte ad un bivio: possiamo fare limitazioni parziali soprattutto per tutte le attività non indispensabili e così evitare un lockdown molto più rigido e completo. Oppure possiamo far finta che non ci sia un grave aumento dei casi che sta mettendo in affanno il sistema sanitario e quindi aspettare che sia inevitabile il ricorso al locktown totale. Con tanti sindaci in tutta Italia - conclude Orlando - stiamo condividendo sia le preoccupazioni sia le possibili soluzioni per tutelare le nostre comunità, prima di tutto dal punto di vista sanitario e tenendo conto la necessità di non bloccare l'economia".

Articolo aggiornato il 15 ottobre 2020 alle ore 17,57 in seguito alla firma dell'ordinanza da parte del Sindaco

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