Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Dietrofront della Regione: "Si può accedere agli uffici pubblici anche senza green pass"

Il divieto di accesso per i cittadini sprovvisti di certificazione verde era previsto dall'articolo 5 dell'ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, lo scorso 13 agosto. La singola norma, al centro di aspre polemiche, è stata sospesa temporaneamente in attesa di conoscere le indicazioni da parte del Garante per la protezione dei dati personali

Sospesa la contestata norma, inserita nell'ordinanza del presidente della Regione del 13 agosto, che vietava l'accesso agli uffici pubblici ai cittadini sprovvisti di green pass. Questa parte dell'ordinanza aveva innescato aspre polemiche e anche il garante per la privacy aveva sollevato dei dubbi. "Con provvedimento adottato d’ordine del presidente della Regione Siciliana dal Capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, preposto del soggetto attuatore per l’emergenza Covid, è stata disposta, in attesa delle risultanze della avviata interlocuzione con il Garante per la protezione dei dati personali, la temporanea sospensione dell’articolo della ordinanza n.84 del 13 agosto 2021 su 'Accesso dell’utenza agli uffici pubblici e a tutti gli edifici aperti al pubblico'", recita una nota della Regione.

Tradotto significa che anche chi non ha la certificazione verde può accedere agli uffici pubblici, almeno fino a nuovo ordine.

La norma al centro della polemica

L'articolo cinque dell'ordinanza recita: "Coloro i quali risultino sprovvisti della certificazione verde di cui all’articolo 9 del decreto legge n.105 del 23 luglio 2021 sono autorizzati a beneficiare dei servizi resi dagli uffici pubblici e dai privati preposti all’esercizio di attività amministrative esclusivamente con  modalità telematica e/o comunque da remoto, rimanendo al contrario interdetto l’accesso fisico agli uffici medesimi". 

I dubbi del Garante per la privacy

Il Garante ha subito invitato la Regione a sospendere la norma. "Le misure di sanità pubblica che implichino il trattamento di dati personali - ha ricordato l’Autorità - ricadono nelle materie assoggettate alla riserva di legge statale e, pertanto, non possono essere introdotte con un’ordinanza regionale, ma solo attraverso una disposizione di rango primario, previo parere del Garante. Non risulta, inoltre, che i più recenti interventi normativi in tema di certificazioni verdi abbiano imposto l’esibizione di tali documenti per l’accesso dell’utenza agli uffici pubblici o similari, per cui il loro utilizzo per finalità ulteriori e con modalità difformi rispetto a quanto previsto dalla legge statale creerebbe una evidente disparità di trattamento a livello territoriale".

Il Comune di Palermo

Stamani Palazzo delle Aquile aveva diramato una nota con la quale si diceva che l'Amministrazione si allineava a quanto indicato nell'ordinanza e che sarebbe stato interdetto "l'accesso agli uffici pubblici a coloro che saranno sprovvisti della certificazione verde". Poi in serata è arrivata la precisazione "Occorrerà avere cura di assicurare l’erogazione in presenza di tutte le funzioni e di tutti i servizi per i quali risulti impossibile l’espletamento in modalità digitale o da remoto".

Bufera politica

L'ordinanza prima e poi la reazione, a cascata, del Comune ha incendiato il dibattito. Con la Lega e Fratelli d'Italia in prima fila per denunciare il "prevedibile caos in tutti gli uffici comunali e pubblici di Palermo, come in quello delle aziende partecipate. Decine di persone che avevano prenotato appuntamenti da giorni, in alcuni casi da settimane o da mesi sono stati mandati via perché privi di green pass".

Il dietrofont da parte della Regione

Adesso Palazzo d'Orleans annuncia la temporanea sospensione della norma. "Tale provvedimento - spiegano dalla Regione - si inserisce in un più ampio novero di chiarimenti sulla medesima disposizione che costituiranno l’oggetto delle 'indicazioni' richieste in merito dal Garante. I principali chiarimenti contenuti nella circolare del dipartimento regionale della Protezione civile riguardano, in particolare, la esclusione degli uffici giudiziari e degli uffici di Pubblica sicurezza e la effettiva disponibilità dei servizi telematici da parte dei soggetti erogatori, in mancanza della quale resta ferma la modalità tradizionale. Inoltre è precisato che la misura è indirizzata esclusivamente agli utenti e non anche agli operatori. Già ieri il presidente Musumeci aveva anticipato che, prima di dare esecuzione alla misura, si sarebbe attesa la risposta del Garante".


 

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