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Cronaca

Coronavirus, operatori turistici palermitani in crisi per la cancellazione dei viaggi di istruzione

A rischio posti di lavoro e Aziende nel Comparto Turistico Palermitano

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Operatori Turistici ed Agenzie di Viaggi Palermitane, in forte difficoltà a seguito delle cancellazioni repentine a seguito di un discutibile Decreto Legge che Vieta e non Tutela le parti in causa: Scuole, Famiglie e Operatori Turistici che hanno anticipato rilevanti somme per i servizi, oggi cancellati ma con penale. A fianco della giusta cautela nell'affrontare il dilagare dei contagi da Coronavirus, si gioca una partita non facile sul piano economico a seguito delle rinunce delle partenze per l'imposizione che il Governo ha diramato attraverso l'emanazione di DL in materia di Coronavirus.

Il Governo entrando nei meccanismi relativi al recesso del consumatori, nell’adottare tale provvedimento ha stabilito dal Governo che “quanto previsto dall’art. 41, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, in ordine al diritto di recesso del viaggiatore prima dell’inizio del pacchetto di viaggio, trova applicazione alle fattispecie previste dalla presente lettera”. Peccato che il predetto articolo si riferisca a Causa di Forza Maggiore per eventi catastrofici o di altra natura che si manifstano nel paese ospitante e non a quello di partenza: quindi un decreto legge che crea confusione interpretativa e screzio nei rapporti tra Scuola, Genitori e Operatori Turistici.

I fornitori esteri ed i vettori soprattutto non intendono rimborsare alcuna somma versata, in quanto servizi cancellati in fase di piena penale, vettori che affermano (a ragione) che i voli hanno operato regolarmente portando nelle destinazioni,vietate agli studenti, passeggeri italiani individuali e gruppi di altra natura e, soprattutto, non hanno avuto alcuna direttiva preventiva dagli organi preposti. Speriamo in un chiarimento, davvero urgente, per tutelare gli interessi di ognuno e chiarire le quali azioni debba intraprendere il Governo Conte per sopperire ad un madornale errore.

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