Cronaca

Coprifuoco alle 21, l'ira di Orlando: "Non è giusto scaricare le responsabilità sui sindaci"

Il governo, nel presentare il nuovo Dpcm, ha prima annunciato che sarebbe stato compito dei primi cittadini vietare dalle 21 l'accesso alle piazze e alle strade della movida. Ma dopo le proteste il cambio nella notte

"Se ritengono necessario il coprifuoco lo dicano e lo applichino, non è giusto scaricare le responsabilità sui sindaci". E' questo in sintesi il pensiero di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, dopo che proprio all'associazione nazionale dei comuni italiani è stata fornita una bozza del Dpcm che delega ai sindaci il compito di valutare "la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private".

"Il Governo nazionale - ha detto Orlando - non può minimamente pensare di scaricare sui sindaci le sue responsabilità, dopo mesi durante i quali il ruolo delle amministrazioni locali è stato a dir poco sottovalutato. Se il Governo valuta, come sembra che sia dal contenuto del Dpcm, che la situazione in Italia sia grave e stia ulteriormente peggiorando come in altri paesi d'Europa, si assuma le sue responsabilità come hanno fatto altri governi europei".

"Se si valuta la necessità di una sorta di "lockdown notturno" che somiglia molto al coprifuoco - conclude Orlando - il Governo lo decreti e disponga chi, come e con quali forze deve effettuare i controlli. Basta con il gioco al massacro contro le amministrazioni locali".

Come il Dpcm è stato cambiato dopo le proteste dei sindaci

Una misura che ha fatto andare su tutte le furie anche altri primi cittadini, come il sindaco di Bari Antonio Decaro ("Il governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell'opinione pubblica"), Dario Nardella e Giorgio Gori. Una protesta che non sembra intaccare la sostanza. Almeno in apparenza. Perché alla fine, nel testo del Dpcm "spariscono" i sindaci. Nel Dpcm firmato e pubblicato sul sito di palazzo Chigi quel riferimento ai primi cittadini è infatti saltato: "Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento - si legge nel testo approvato - può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

E dopo la modifica è arrivato in mattinata il commento di Orlando: “Prendo atto del fatto che il Governo nazionale ed il presidente Conte abbiano rivisto la propria posizione, ascoltando la presa di posizione dei sindaci di tutta Italia e modificando in corso d'opera il Dpcm ed evitando di scaricare inattuabili responsabilità sulle amministrazioni comunali. Resto fermamente convinto della necessità, per porre un freno al dilagare dei contagi in tutta Italia, di poter applicare restrizioni anche molto significative che limitino la possibilità di assembramenti pericolosi. Ma perché i provvedimenti assunti siano efficaci e non delle mere grida manzoniane, è necessario, assolutamente necessario e indispensabile, il coinvolgimento dei Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza in modo che ai provvedimenti restrittivi seguano controlli efficaci che coinvolgano tutte le forze dell'ordine in modo coordinato”.

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Il sottosegretario: "Sindaci supportati dai prefetti"

“Il coinvolgimento dei Sindaci nel nuovo Dpcm, in materia di chiusure localizzate di strade o piazze - è il commento del Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati - non è uno scaricabarile dello Stato. Lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie: i primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno ovviamente supportati in tutto dai Prefetti, negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico. Ed è proprio con i Prefetti e nei Comitati Provinciali che si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario, opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze. Il Governo ha scelto questa via per non imporre un lockdown generalizzato o comunque misure più severe applicate indifferentemente a tutti, senza riguardo per le specifiche situazioni sanitarie dei diversi territori. È una dimostrazione di fiducia nei confronti dei sindaci e degli amministratori locali, nella convinzione che nessuno più di loro possa essere un valido alleato nel trovare la giusta misura con cui tarare le azioni di contenimento in ogni diverso territorio”.

Giuseppe Conte e il nuovo Dpcm 

Conte ieri sera ha spiegato che con il nuovo Dpcm tutte le attività di ristorazione sono consentite dalle 5 a mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli. Altrimenti la somministrazione è permessa fino alle 18, mentre le consegne a domicilio e l'asporto sono consentiti fino a mezzanotte. Si potrà stare al massimo sei persone per tavolo e i locali dovranno affiggere il numero massimo di persone che possono entrare.

Nelle sale gioco e scommesse l'apertura sarà limitata alle 21. Le attività scolastiche continueranno in presenza, ma per le scuole secondarie di secondo grado verranno favorite modalità più flessibili dell'organizzazione dell'attività didattica, con l'ingresso alle 9 e se possibile turni pomeridiani. Le stesse regole valgono per le università. 

Sono vietate le sagre ma non le manifestazioni, sono sospese le attività congressuali mentre nella pubblica amministrazione le riunioni si svolgono a distanza. Si potrà fare ricorso allo smart working, mentre per le palestre si attenderà una settimana per verificare il rispetto dei protocolli di sicurezza: per ora l'attività sportiva non viene sospesa, almeno fino alla settimana prossima. Il governo, annuncia Conte, si impegna a ristorare i danni economici degli imprenditori. 

"In questi mesi abbiamo lavorato intensamente", ha detto il premier, "abbiamo raddoppiato i posti in terapia intensiva e subintensiva. Siamo partiti da zero per le mascherine e ora ne produciamo venti milioni", ha aggiunto. "Questa strategia muove da un'analisi dettagliata, ora dobbiamo impegnarci per tutelare la salute e l'economia. Ma le misure più efficaci rimangono le precauzioni di base: la mascherina e l'igiene delle mani. Facciamo attenzione a quelle situazioni in cui di solito abbassiamo la guardia", ha detto. "La situazione è critica, il governo c'è ma ciascuno deve fare la propria parte", ha concluso".

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