Cronaca

La Sicilia riparte, Musumeci: "Roma ci ha dato il via libera, da lunedì si riapre"

Dopo il weekend riapriranno le attività del commercio al dettaglio, quelle dei servizi alla persona: parrucchieri, barbieri ed estetisti, i bar e la ristorazione. L'annuncio del presidente della Regione è arrivato a margine di un incontro tra i governatori e il premier Giuseppe Conte

Il dado è tratto. Lunedì riapriranno le attività del commercio al dettaglio, quelle dei servizi alla persona: parrucchieri, barbieri ed estetisti, i bar e la ristorazione. Ad annunciarlo - a margine di un incontro tra governatori e il premier Giuseppe Conte - è stato il presidente della Regione Nello Musumeci.  

"Roma - ha detto il governatore - ha finalmente condiviso le proposte contenute nel documento unitario delle Regioni presentato oggi pomeriggio. Pertanto, lunedì apriranno: le attività del commercio al dettaglio, i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti), i bar e la ristorazione. Per le altre attività il governo non ha dato il disco verde, ma contiamo, noi governatori, di ottenere, già nelle prossime ore, la necessaria autonomia per decidere su ulteriori riaperture". Lo annuncia il governatore siciliano Nello Musumeci.

"Abbiamo, inoltre, chiesto e ottenuto che le misure di protezione da adottare nelle attività autorizzate da lunedì siano meno restrittive rispetto a quelle proposte dall'Inail. Non appena il governo Conte emanerà i provvedimenti annunciati, firmerò la necessaria ordinanza. Penso si possa fare tutto nella giornata di domani (sabato)", conclude Musumeci.

Caos spiagge: "E' la guerra del metro"

Intanto la 'guerra del metro', come è stata definita da più parti, approda anche in Sicilia, dove è attesa, tra questa notte e domani mattina, la nuova ordinanza firmata dal Governatore siciliano Nello Musumeci. "Le distanze sociali nelle spiagge libere sono un vero problema, bisogna ammetterlo - ha detto nelle scorse ore Musumeci in una intervista all'Adnkronos -. Alcuni operatori balneari dicono che l'applicazione rigorosa delle indicazioni dell'Inail rendono assolutamente inutili la riapertura. Altro sono disponibili a rispettare alcuni limiti".

"Ma per firmarla aspetto le nuove linee guida del Governo - dice il Presidente della Regione siciliana -. Insomma, bisognerebbe trovare una giusta soluzione per tutti". Ma come? "Intanto - dice ancora Musumeci che ha appena finito una videoconferenza con il premier Giuseppe Conte - non dobbiamo dimenticare che siamo in piena emergenza epidemica. E, purtroppo la paura è scomparsa, la paura è finita. E questo è un dato di fatto. Dall'altro lato, ci aiuta a ricominciare a ripartire, a tornare alla normalità. Anche se la nostra normalità piena arriverà solo quando arriverà il vaccino, e purtroppo voci sempre più insistenti sostengono che in autunno il virus tornerà virulento e che le condizioni cambieranno tra qualche mese".

"Pronti a un ritorno dei contagi"

Se dovesse esserci un ritorno dell'aumento del contagio la Sicilia, dove i numeri non sono mai stati particolarmente allarmanti, sarebbe pronta? "Certo che è pronta - spiega Musumeci - ormai conosciamo il nemico, sappiamo come neutralizzarlo, non ancora come sconfiggerlo". E, tornando ancora sulle distanze da tenere, Musumeci dice: "Oggi, con il Presidente Conte e i ministri Boccia e Speranza parlavamo proprio di questo. Può sembrare una distanza ragionevole quella di tre quattro-metri tra un ombrellone l'altro. Il tema è: una volta arrivati a mare chi pensa a fare mantenere le distanze? La spiaggia libera è davvero un problema e sarebbe un onere pesante per i Comuni farsi carico della gestione delle spiagge libere, me ne rendo conto. Ma c'è il rischio che senza vigilanza si possa vanificare ogni regola di cautela, quindi stiamo aspettando che da Roma arrivi una riproposizione di regole, insomma un protocollo che sia un po' più flessibile, anche un po' più ragionevole e capace di potere coniugare gli interessi che oggi appaiono contrastanti".

"Rivendichiamo l'autonomia"

Ma cosa pensa Musumeci del governo nazionale? "Io chiederei, invece, come ci siamo comportati noi - replica il governatore siciliano - Abbiamo operato nel rispetto delle disposizioni nazionali, lo abbiamo fatto anche quando non condividevamo alcune scelte. Penso, ad esempio, a quando hanno impedito la visita al cimitero, o il passaggio alla seconda casa che noi abbiamo invece autorizzato con una piccola forzatura, senza che il governo si rivolgesse al Tar, come è successo in altri casi, come in Calabria. Abbiamo voluto rispettare le norme nazionali perché riteniamo che in questo momento i conflitti non servano e trasmettono una immagine poco edificante delle situazioni".

"Ora, però - avverte Nello Musumeci - rivendichiamo un minimo di autonomia. Sono ottimista, finora l'autonomia delle Regioni era per restringere le misure nazionali, ora invece da qualche giorno chiediamo che l'autonomia delle Regioni possa essere esercitata per aprire piuttosto che per chiudere. Sono convinto che serva a tutti. Se ci danno le linee generali entro cui muoverci sapremo adottare le specificità".

Ma cosa accadrà dalla prossima settimana? "Ora si apre la fase più difficile nella quale tutti, gli amministratori e i cittadini, dobbiamo riuscire a trovare il giusto punto di equilibrio tra la voglia di ripartenza e la voglia di non tornare indietro. E' una fase nella quale deve prevalere il senso della responsabilità, tenuto conto che il virus e quindi il nemico è ancora in mezzo a noi, invisibile e a quanto pare invulnerabile".

"Ho vissuto questi due mesi con forte stress"

Nello Musumeci ha vissuto questi due mesi "con un forte stress" e "con la preoccupazione di potere compiere una scelta sbagliata", "ogni volta che ero chiamato a decidere una iniziativa", "a firmare un'ordinanza, a dare una disposizione, insomma ammetto che sono state otto settimane molto difficili, vissute con il conforto dei miei collaboratori e con il sostegno morale dei miei figli, che sentivo ogni giorno. Erano loro che mi davano i consigli, i suggerimenti, gli umori che coglievano dalla società". In queste settimane si sono create in Sicilia "due fazioni", come dice lo stesso governatore. "I siciliani si sono improvvisamente iscritti a due grandi partiti - dice - da un lato al partito del 'presidente riapra tutto' e dall'altro a quello che diceva 'presidente chiuda tutto', naturalmente io non mi sono iscritto né all'uno né all'altro partito, ma ho cercato di mediare e di coniugare le esigenze degli uni e degli altri". E avverte: "C'è stato un grande senso di responsabilità da parte della gente, tranne qualche sparuta minoranza di sciagurati e alla fine la linea della fermezza e del rigore ha premiato".

"Non ho commesso neppure un errore, lo dicono i numeri"

Ma non ha commesso neppure un errore? "I numeri mi dicono di no - dice - semmai c'è stata forse una sottovalutazione, quella di avere creduto che i dispositivi di sicurezza potessero arrivare, da Roma, ci siamo fidati. E, per fortuna, quando abbiamo capito che non c'era più nulla da sperare mentre la gente era esasperata, a cominciare dal personale sanitario, abbiamo cercato una strada alternativa. Attraverso i nostri soci dell'Ismett che ci ha portato ad acquistare 150 tonnellate di materiale dalla Cina, l'ultimo carico è di appena 4 giorni fa".

Sui decessi degli anziani delle Rsa Musumeci se la prende con chi "doveva evitare gli accessi agli estranei", "perché c'è stata una prima fase di sottovalutazione, i parenti non dovevano essere assolutamente ammessi, fin dal primo momento della dichiarazione dello stato di emergenza, ma in alcuni casi il contagio era avvenuto già prima, quando nessuno aveva piena consapevolezza di essere al centro dell'epidemia. Per fortuna sono intervenuto tempestivamente dichiarando 4 zone rosse. In questo modo abbiamo contenuto il numero dei decessi, quando muore anche una sola persona è sempre una sconfitta. E noi siamo riusciti, con le zone rosse, ad evitare che il morbo potesse, dalle Rsa, diffondersi al resto della comunità".

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