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Covid, Musumeci: "Dobbiamo abituarci a convivere con questo maledetto virus"

Il governatore è stato nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministri commissario per l'emergenza sanitaria in Sicilia: "Noi con il 'bollettino di guerra' quotidiano dovremo avere a che fare anche per il prossimo anno, alla fine ci stancheremo di sentire quanti sono i contagiati e i guariti"

"Stiamo lavorando sul territorio per isolare sul nascere il contagio o non avremo bisogno di un eccessivo numero di posti letto. Abbiamo 30 persone in terapia intensiva, non siamo in emergenza, ma lavoriamo per prepararci al peggio e al Covid hotel per alleggerire gli ospedali". Lo ha detto il governatore Nello Musumeci, nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministri commissario per l'emergenza sanitaria in Sicilia. 

"Abbiamo acquistato due milioni di tamponi rapidi - ha aggiunto - perché vogliamo subito individuare il positivo, stiamo andando nelle scuole con i test salivari per evitare ai bambini il fastidio dei tamponi. E' tutto quello che è utile in una fase di costante tensione e attenzione. I numeri dicono che in Sicilia ci sono poco più di 200 contagiati (il bollettino arrivato poco dopo però parla di 285 contagi, ndr), la Campania ne ha circa 700. E' chiaro che rispetto alle regioni del Mezzogiorno non siamo in emergenza, per non parlare di regioni del Nord. Noi con il 'bollettino di guerra' quotidiano dovremo avere a che fare anche per il prossimo anno, alla fine ci stancheremo di sentire quanti sono i contagiati e i guariti. Dobbiamo abituarci a conviverci con questo maledetto virus con cautele e prudenza senza farci prendere dalla paura". 

"La Sicilia non è più la regione legata a pregiudizi a volte improntati al razzismo da parte di alcune testate giornalistiche, ma una terra che ha dimostrato e dimostra di avere una sanità di qualità e che si candida ad essere hub nel Mediterraneo in termini di ricerca e qualità di servizi per dare riposte a un mondo che bussa all'Europa. C'è un poco di pregiudizio nei confronti del Sud dettato da colleghi giornalisti - ha aggiunto il governatore - e perché si ritiene che sia ancora affollato da sregolati, disordinati, incoscienti e da gente irresponsabile". "Per carità - ha concluso- non c'è dubbio che una sparuta minoranza ci sia, ma noi abbiamo dimostrato di essere un popolo rispettoso delle regole e dobbiamo continuare a dimostrarlo con una responsabilità collettiva e individuale maggiore. Col virus dobbiamo conviverci forse un anno".

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