Coronavirus, la Regione dichiara Mezzojuso "zona rossa": scuole chiuse e coprifuoco

Fino al 24 ottobre si potrà uscire da casa una sola volta al giorno per fare la spesa; vietata la circolazione all'interno del territorio comunale (tranne per esigenze di salute e lavoro). Stop ai matrimoni. Musumeci: "In Sicilia scenari di crisi, penso a 5-6 mila contagi"

Scatta la zona rossa a Mezzojuso e in un altro Comune della provincia di Agrigento, Sambuca di Sicilia. A partire dalle 14 di oggi, a Mezzojuso - dove è stato scoperto un cluster di contagiati - entreranno in vigore misure più stringenti per contrastare la diffusione del Coronavirus. La decisione è stata assunta dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in seguito al rapporto delle due Asp territorialmente competenti che hanno confermato la presenza di cluster locali.

In particolare nei due paesi (fino al 24 ottobre per Mezzojuso e al 7 novembre per Sambuca), sarà vietata la circolazione, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato, all'interno del territorio comunale, fatta eccezione per indifferibili esigenze lavorative o situazioni di necessità e motivi di salute. Per l'acquisto o il consumo di generi alimentari e l'acquisto di beni di prima necessità si potrà uscire una sola volta al giorno. A Sambuca di Sicilia e Mezzojuso la principale modalità di lavoro sarà lo smart-working, con la promozione, da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, della fruizione di ferie e congedi per i propri dipendenti.

Stop alle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado, così come ai servizi dell’infanzia. Chiusi musei, biblioteche e luoghi di cultura, inoltre saranno vietati banchetti e feste private di qualunque tipo. Da oggi, nei due centri, saranno sospesi tutti gli eventi sportivi, (incluse le attività di allenamento), le manifestazioni culturali, ludiche e religiose (grandi eventi,cinema, teatri, pub, scuole ballo, sale giochi, discoteche, ecc.). Sospese altresì le cerimonie civili e religiose, a eccezione dei funerali a cui potranno partecipare massimo 15 persone.

Negli esercizi commerciali delle due comunità sarà consentito l'accesso a una sola persona per volta e sempre con l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Sono, comunque, consentiti l'asporto e la vendita al domicilio sempre all'interno del territorio comunale. Nei due paesi è consentito il transito, dai rispettivi territori comunali, per l'ingresso e l'uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e servizi essenziali. Infine, è consentita la circolazione dei residenti o domiciliati (anche di fatto) nei Comuni interessati, esclusivamente per garantire le attività necessarie per la cura e l'allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante, purché condotti a titolo individuale.

Sono in corso interlocuzioni con altre amministrazioni locali per valutare eventuali misure contenitive dedicate, sulla base dell'andamento epidemiologico giornaliero. "Il commissario Arcuri ci bacchetta sulle terapie intensive. Il ministro Boccia ci chiede di raccordarci col governo su scuola e lavoro. Purtroppo però - afferma il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, in un'intervista al Corriere della Sera - il virus corre più della politica e noi dobbiamo regolarci di conseguenza: io sto giusto per firmare un'ordinanza che dispone una cintura di protezione, cioè una mezza specie di zona rossa, nelle tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Ci sono dei focolai...".

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"Non voglio polemizzare, io credo da sempre in un rapporto di leale collaborazione col governo centrale. Ma le terapie intensive si creano in funzione dell'evolversi del dato epidemiologico, non so Arcuri a quali regioni si riferisca, - continua Musumeci - posso dire che la Sicilia ha utilizzato fin qui tutto il materiale a sua disposizione. Materiale però che in gran parte, lo voglio sottolineare, è stato acquistato da noi. Ricordate quando i medici ad aprile si cucivano addosso i sacchi di plastica perché mancavano i camici? Con l'aiuto dell'Ismett abbiamo fatto tre viaggi e comprato 15 tonnellate di materiale dalla Cina. Io dico sì al dialogo ma nello stesso tempo il governo ci dia fiducia. Soprattutto ci lasci l'autonomia necessaria, perché conosciamo le esigenze dei nostri territori. E siamo noi poi a metterci la faccia, - prosegue Musumeci - a sentire il fiato sulla nuca dei cittadini. In Sicilia ci stiamo già preparando a fronteggiare degli scenari di crisi: penso a 5-6 mila contagi. Ora siamo a poco più di 4 mila". "Io vorrei che fosse sempre riconosciuto ai ragazzi il diritto di andare a scuola. Ma purtroppo con questo virus il mio è solo un auspicio, non una certezza", conclude Musumeci.

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