Mascherine anche all'aperto, il caso fa discutere: "Simbolo di schiavitù, Musumeci chiarisca"

Affiorano dubbi e perplessità dopo il monito del governatore che ha "minacciato" multe per chi sarà sorpreso sprovvisto di protezione. Una norma di difficile interpretazione. Cosa si intende per "luogo pubblico?". Proteste sui social, una petizione su Change.org ha già raccolto quasi 1.500 firme in un amen

Gente che passeggia (con la mascherina) in via Ruggero Settimo

"Esorto i siciliani a portare la mascherina anche uscendo da casa, nei luoghi pubblici. Noi al momento non abbiamo posto sanzioni, ma oggi ho visto tanta gente senza mascherine all'esterno e ciò non toglie che tra qualche giorno metteremo sanzioni". Fa discutere il monito di Nello Musumeci che impone ai siciliani l'uso della protezione "anche all'esterno" e non solo nei luoghi chiusi. Una raccomandazione esagerata?

La certezza è la difficile interpretazione della norma. Cosa si intende "all'esterno"? La strada o il marciapiede sono i "luoghi pubblici" cui fa riferimento l'ordinanza? Teoricamente sì. Pensiamo al reato di "atti osceni in luogo pubblico". Una condotta illecita prevista e punita dall'articolo 527 del codice penale italiano che prevede che "chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compia atti osceni è punito con una sanzione amministrativa".

Nell'ultima conferenza stampa  di Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte aveva sottolineato: "Raccomandiamo di portare sempre la mascherina, di metterla sempre al chiuso ma anche all'aperto se non c'è possibilità di rispettare le distanze''. "Stiamo attenti - aveva detto Conte - le misure di distanziamento sociali comunque sono importantissime. Bisogna portare sempre appresso una mascherina. Uno può anche pensare di non poter prendere un autobus, di dover fare una passeggiata, poi si trova di colpo in una via affollata e tira fuori la mascherina...''.

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Sull'uso obbligatorio della mascherina, la nuova ordinanza firmata da Musumeci recita: "Ferme le specifiche disposizioni sull’uso di dispositivi di protezione individuale e del distanziamento, è obbligatorio nei luoghi pubblici e aperti al pubblico l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca. Il dispositivo protettivo deve, comunque, essere sempre nella disponibilità del cittadino nella eventualità in cui ne sia necessario l’utilizzo. Non sono soggetti all’obbligo di utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso".

Fanno eccezione anche coloro che svolgono attività motoria. In quel caso non è obbligatorio l’uso di mascherina o "copertura durante l’attività fisica stessa, mantenendo il distanziamento di metri due, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività medesima". La passeggiata all'aperto è da intendersi come attività motoria? E' soltanto uno dei dubbi da chiarire, che è affiorato nelle pieghe della nuova ordinanza.

La gente intanto protesta sui social e nelle ultime ore è nata una petizione su Change.org che ha già raccolto quasi 1.500 firme in un amen. "In nessuna parte d'Europa, nemmeno nella Lombardia falcidiata dal Covid 19 - si legge - si è proceduto ad un provvedimento tanto assurdo e controproducente come quello di imporre la mascherina anche nei luoghi pubblici, cioè all'aperto, dove non sussista alcun pericolo di contagio. Il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, va tutelato in modo bilanciato ai diritti civili ed economici, e nel rispetto della Costituzione e delle convenzioni internazionali che impediscono i trattamenti sanitari obbligatori, e in ogni caso in condizioni di ragionevolezza".

"La mascherina indossata in perpetuo all'aperto impedisce la libera respirazione, è quindi dannosa per la salute, ed è pertanto irrazionale e dannosa oltre che incostituzionale - si legge nel testo che accompagna la petizione -. La mascherina è del tutto inutile quando non c'è alcun essere umano in più di due metri di distanza o dentro un'autovettura, o si è tra congiunti stretti. La Sicilia presenta tassi di contagio del tutto incompatibili con provvedimenti più restrittivi rispetto a quelli nazionali, mentre l'estate e le temperature elevate dovrebbero consigliare di non adottare un vero e proprio strumento di tortura, oltretutto in un clima non certo favorevole alla diffusione del virus. Di fatto questa imposizione ridurrà ancora di più le attività economiche, soprattutto quelle a carattere ludico-ricreativo (che stanno riaprendo progressivamente in tutta Italia) aggravando la già disperata condizione dell'Isola".

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Quindi l'appello a Musumeci: "L'imposizione della mascherina è degradante soprattutto sul piano della dignità, tanto più se ingiustificata, nonché simbolo di schiavitù, e fortemente inibitorio di qualsiasi rapporto umano. Chiarisca pertanto, signor Presidente, con una sua circolare, che chi sta a distanza di sicurezza da chiunque, non è perseguibile, che non lo è chi sia in compagnia di stretti familiari, per strada o in macchina. Chiarisca, che sta limitandosi a richiedere l'uso della mascherina, e solo fino a quando sarà realmente  utile, solo nei locali chiusi o in quelli pubblici o aperti al pubblico in cui si possano creare assembramenti, ovvero infine, se, per le ragioni più varie, ci si trovasse a stare a distanze realmente ravvicinate. Valuti, infine, di ritirare semplicemente il provvedimento in questa parte davvero formulata in modo infelice, dato che la Sicilia non presenta alcun dato epidemiologico di particolare preoccupazione, rispetto ad altre aree d'Italia e d'Europa la cui gestione del virus la invitiamo ad osservare con attenzione. Ci riserviamo, infine, di procedere legalmente, anche sollevando eccezione di costituzionalità su un provvedimento che, in questa parte, si manifesta come gravemente ed evidentemente lesivo di elementari diritti umani".

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