Coronavirus, lettera aperta del sindacalista Marcello Noto ai lavoratori del Policlinico e di Unipa

Lettera aperta del rappresentante sindacale dello SNALS e Senatore accademico, Marcello Noto, che in questo momento difficile augura una Santa Pasqua a tutti i lavoratori del Policlinico di Palermo e dell'Università degli Studi di Palermo.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

A tutta la comunità del Policlinico e dell’Università degli Studi di Palermo. Lettera aperta.

Si sta concludendo la Settimana Santa, preludio a una Pasqua che certamente rimarrà scolpita per sempre nelle nostre vite. Tutto quello che sta succedendo rappresenta una memorabile e storica sfida per ognuno di noi. La sofferenza di questi giorni e il destino comune di tutti dovrebbe far riflettere sulla dimensione dell’uomo; in una Piazza San Pietro deserta e incupita dal grigiore della pioggia lo dice il nostro Papa al mondo, “Siamo tutti sulla stessa barca, fragili e disorientati”, preghiamo insieme Dio perchè allontani la tempesta”. Da sanitario credente, un mio personale pensiero desidero rivolgerlo alle nostre diocesi, in particolare al nord Italia, in quanto, a causa di questa infausta lotta, sono scomparsi oltre 100 sacerdoti, che con sacrificio sono rimasti in mezzo e a sostegno della gente, per incoraggiarli portando a termine la loro vocazione pastorale. Tale riflessione dovrebbe condurre ciascuno a intravedere il tempo perduto; per assurdo queste nuove e vitali distanze sociali dovrebbero portarci a essere uniti, solidali, ad avere una migliore visione umana e sociale, di convergenza verso il prossimo. Un sacrale pensiero a tutti coloro che ancor oggi sono impegnati nella lotta contro questo nemico invisibile; e a coloro che, invece, non possono lottare più. Il prezzo che si sta pagando oggi è immenso, troppe vite umane. Un sacrificio enorme e doloroso. Spero in un futuro in cui, guardando a questi momenti di sofferenza, ci sia una ripresa della vita, come risorti dalla notte più buia. E come dice papa Francesco “scomparse le fitte tenebre occorre […] trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà” AUGURI A TUTTA LA NOSTRA COMUNITA' DI UNA SANTA PASQUA DI RESURREZIONE E PER UN MONDO MIGLIORE. Marcello Noto

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