Prove tecniche di ripartenza al palazzo di giustizia, tra bozze e pasticci sui social

Da qualche giorno circola in rete un documento del presidente del tribunale con le regole per riavviare dal 12 la macchina giudiziaria. Si tratta però allo stato soltanto di ipotesi non ufficiali e tuttora oggetto di confronto anche con l'Ordine degli avvocati. Le misure definitive arriveranno la settimana prossima

E’ solo una bozza, ma circolando sui social – come ormai spesso avviene – ha già gettato scompiglio e portato a lanciare allarmi sulla possibilità che l’attività giudiziaria resti del tutto bloccata addirittura fino al 30 giugno per via dell’emergenza sanitaria. In realtà le regole definitive per la ripartenza, fissata per il 12, sono tuttora oggetto di confronto e dovrebbero arrivare la settimana prossima. Nel documento, firmato dal presidente del tribunale, Salvatore Di Vitale, e sfuggito a qualche canale interno e finito sui profili Facebook di diversi avvocati, generando dibattiti e preoccupazioni, ci sono delle ipotesi per rimettere in moto il palazzo di giustizia pur avendo come priorità assoluta la necessità di contenere il contagio di Covid-19. E in una struttura enorme, frequentata normalmente da migliaia di persone al giorno, si tratta davvero di un’operazione complessa. Resa ora più difficile anche da queste insidie comunicative.

La bozza e la smentita

Che si tratti solo di proposte lo dimostra il fatto che la bozza non è stata diffusa su canali ufficiali (come il sito dell’Ordine degli avvocati o la pagina istituzionali dell’organismo, per esempio), ma anche il fatto che le nuove misure non potranno riguardare solo il tribunale di Palermo, ma anche – per forza – tutto il distretto della Corte d’Appello (che comprende anche i tribunale di Termini Imerese, Trapani, Marsala, Agrigento e Sciacca). Proprio il presidente dell’Ordine, Giovanni Immordino, è dovuto peraltro intervenire con una nota (questa sì) ufficiale diramata anche su Facebook: “Per evitare spiacevoli equivoci – si legge – si raccomanda di consultare i provvedimenti realmente adottati soltanto da fonti ufficiali. Tutti i provvedimenti riguardanti l’amministrazione giudiziaria del distretto di Palermo sono stati e continueranno ad essere pubblicati sul sito internet istituzionale del Coa www.avvocatipalermo.it e verranno diffusi agli iscritti via mail”. Dunque non basta un post e la foto sgranata di qualche documento.

Le ipotesi sul tavolo

Sia gli uffici giudiziari (sui quali incombe il peso impressionante dell’arretrato determinato dal blocco) sia gli avvocati (che non lavorano dall’8 marzo) vogliono ripartire e lo vogliono fare assicurando la tutela della salute di tutti. Per questo è in corso – come è accaduto sin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus – un confronto intenso tra le parti per trovare le soluzioni migliori. Nella bozza del presidente del tribunale si ipotizza di ridurre il numero di udienze e di processi e di fissare degli orari precisi per il trattamento di ogni causa fino al 30 giugno. Dove possibile, si dovrebbe prediligere il lavoro da remoto.

Per quanto riguarda il penale, per esempio, nel documento si fa riferimento tra l'altro alla possibilità di trattare solo i processi con detenuti, quelli a rischio prescrizione o scarcerazione per decorrenza dei termini, nonché quelli pendenti da almeno tre anni e quelli in cui è costituita una parte civile. Non sarebbe certamente l’attività a pieno regime, ma neppure quella ridotta all’osso di queste ultime settimane, quindi. La bozza fa anche riferimento a un periodo che va dal primo al 30 giugno in cui i presidenti delle sezioni del tribunale potrebbero fissare al massimo tre udienze al giorno e trattare complessivamente solo sette processi. Tutto si svolgerebbe in ogni caso a porte chiuse, con l’obbligo di indossare mascherine e guanti e di attendere il proprio turno negli atri. Per il nuovo palazzo di giustizia, dove gli spazi sono decisamente ridotti, si ipotizza l’apertura anche pomeridiana: la mattina potrebbero essere trattate le cause al tribunale monocratico ed il pomeriggio quelle afferenti all’ufficio gip/gup. Nei prossimi giorni, comunque, arriveranno le misure definitive e solo allora si potrà capire come sarà effettivamente possibile accedere e muoversi tra le aule.

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