Le proposte degli avvocati per far ripartire la giustizia: "Informatica e udienze pure il sabato"

Dopo la bozza del presidente del tribunale, il Consiglio dell'ordine deposita i suoi suggerimenti per riavviare i processi già da martedì sia nel civile che nel penale: "Usare le aule più grandi, fissare orari precisi per le cause e ricorrere alla tecnologia per tutto ciò che attiene al lavoro di cancelleria"

Rimettere in moto il palazzo di giustizia è certamente una delle imprese più complesse in questa fase di emergenza sanitaria, perché occorre garantire il distanziamento fisico ed evitare gli assembramenti in un posto dove normalmente si muovono migliaia di persone al giorno. Ripartire – lo dicono i magistrati, ma anche gli avvocati – è però necessario, già da martedì prossimo: in questi mesi di blocco si è già accumulato un arretrato impressionante e il rischio è davvero che il sistema tra qualche mese possa implodere, senza contare le difficoltà economiche che tanti legali stanno affrontando nell’impossibilità di lavorare. Il confronto è dunque aperto e, dopo la bozza presentata dal presidente del tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale, ora ci sono anche le proposte, sia per il settore penale che per quello civile, degli avvocati. Vengono indicati una serie di accorgimenti da adottare fino al 31 luglio, che potrebbero permettere di allargare ulteriormente le maglie. Senza chiedere la luna, ma cose che ci si stupisce non siano state già state attuate in tempi "normali" per rendere più efficiente e snello il sistema giudiziario.

La premessa del documento depositato dal Consiglio dell’ordine degli avvocati di Palermo, presieduto da Giovanni Immordino, nell'ambito penale, è un no deciso alla smaterializzazione del processo: per ridurre ed evitare “la presenza fisica di un gran numero di operatori nei locali del palazzo di giustizia è necessaria e fortemente auspicabile – si legge - una implementazione dell’uso della tecnologia informatica per il compimento di una consistente serie di atti (quali, a titolo esemplificativo, consultazione e richiesta copie dei documenti dei fascicoli delle indagini preliminari, ritiro copia verbali, sentenze e provvedimenti vari, deposito impugnazioni, deposito querele, richiesta e ritiro copie provvedimenti di archiviazione)”. Inoltre serve “un necessario sforzo comune sul piano organizzativo e logistico che comporta una necessaria diversificazione della remotizzazione, sempre favorita per le attività di cancelleria (deposito e consultazione atti, fascicoli e documenti, estrazione copie ecc.) e da evitare per le attività di udienza”.

Processi penali

Usare le aule più grandi
Il primo suggerimento è quello di utilizzare le “ampie e capienti aule del piano terra del palazzo di giustizia, con ingressi diversificati che consentirebbero, anche nel caso di presenza di più imputati, la contemporanea celebrazioni quotidiana di ben più alto numero di processi”, si legge nel documento. 

Orari precisi e udienze di sabato
Inoltre, sono necessari “il rispetto dell’orario di inizio delle udienze da parte di tutti (magistrati, cancellieri e avvocati) e l’adozione di un altrettanto rigoroso criterio di fissazione delle udienze ad horas, anche per quelle di rinvio” in modo da evitare pericolosi assembramenti. In più ci si rende disponibile a dilatare gli orari di lavoro: “Si propone di fissare udienze anche nel pomeriggio e il sabato mattina”, dicono infatti gli avvocati.

Screening preliminare
“Le singole sezioni devono operare un rigoroso ed effettivo screening preliminare dei fascicoli - si legge nella nota - in modo da consentire, tramite l’esame preliminare, l’effettiva e concreta trattazione anche di un numero eventualmente più consistente di fascicoli processuali”. Dunque, l'idea è quella di evitare di fissare processi che si sa già sarà impossibile celebrare per difetti di notifica e altri problemi burocratici. E “sarà onere delle cancellerie fornire avviso, via pec, ai legali interessati dell’orario fissato, con tre giorni di anticipo laddove testi, imputati, persone offese o parti civili siano residenti nel territorio regionale, e una settimana se provenienti da fuori Sicilia”, in modo da consentire a tutti di organizzarsi anche per eventuali trasferte.

Processi civili

Il civile è la vera bomba a orologeria perché è lì che giacciono decine di migliaia di fascicoli, che rischiano di restare impantanati nella pandemia. Il vantaggio è che, a differenza del penale, molti passaggi in questo settore avvengono già per via telematica. Il Consiglio dell’ordine degli avvocati ha sostanzialmente indicato tre diverse modalità di trattazione dei processi per i prossimi mesi.

Scambio e deposito telematico di note scritte
Si dovrebbe procedere con uno scambio di “carte” per tutte quelle udienze, anche davanti al tribunale del Lavoro, che “non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti” e si citano come esempi quelle per l’ammissione dei mezzi di prova, per l’esame della Ctu, per le procedure esecutive mobiliari, presso terzi ed immobiliari, per la precisazione delle conclusioni.

Collegamento da remoto
E’ così che si dovrebbe procedere per tutte le udienze, anche quelle afferenti al tribunale del Lavoro che “non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti, ad eccezione dei Ctu”, e di tutte quelle davanti al Giudice di Pace. Si citano per esempio quelle di prima comparizione e trattazione, il tentativo di conciliazione, l’assunzione dell’interrogatorio formale della parte assistita dal difensore, il giuramentodei Ctu, la prima comparizione delle procedure esecutive presso terzi, la prima comparizione davani al giudice del Lavoro.

A porte chiuse
Si dovrebbe ricorrere alla celebrazione tradizionale, ma a porte chiuse, per le udienze di assunzione di prove testimoniali, informatori e analoghe.

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