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Gaetano Riina

Gaetano Riina

Il Coronavirus e l'emergenza anziani: zio Tano Riina chiede di essere scarcerato

Il fratello del boss più famoso della storia - che sarebbe affetto da cardiopatia ischemica e broncopneumopatia cronica - si trova recluso nell'istituto penitenziario di Torino. I suoi legali si appellano all'emergenza sanitaria

Sarebbe affetto da cardiopatia ischemica e broncopneumopatia cronica. Appellandosi all'emergenza sanitaria e sottolineando che il Coronavirus mette a rischio la vita degli anziani e di coloro che soffrono di queste patologie, Gaetano Riina - detto Zio Tano - il fratello di Totò Riina, chiede di uscire dal carcere, come stanno facendo in questi giorni altri detenuti. 

I suoi legali hanno infatti avanzato un'istanza di rinvio dell'esecuzione della pena al Tribunale di sorveglianza di Torino, la città in cui Tano Riina, 87 anni, si trova recluso. In alternativa gli avvocati chiedono che gli vengano concessi i domiciliari. Nell'istanza i legali avrebbero sottolineato che nel carcere di Torino ci sono stati altri casi di contagio.

Già nel gennaio 2019 i legali di Gaetano Riina avevano chiesto i domiciliari ma il Tribunale aveva detto no alla scarcerazione. I giudici spiegarono che il fratello minore del boss più famoso della storia doveva restare in carcere perché a prevalere, al momento, erano la "natura particolarmente offensiva dei reati commessi" e il "ruolo apicale ricoperto all’interno del contesto mafioso". "Le condizioni di salute, seppur da monitorare nella loro evoluzione, non precludono al Riina la consapevolezza del significato rieducativo della sanzione penale - sottolinearono i giudici - e neppure configurano una sofferenza tale da risultare contraria a quel senso di umanità cui si ispira la nostra Costituzione".

Nato nel novembre del 1933 a Corleone, Gaetano Riina perse il padre Giovanni e il fratello minore Francesco nel 1943, a causa dell'esplosione di una bomba. Durante questo episodio lui stesso rimase ferito. Nel 1982 venne nominato consigliere della famiglia di Corleone, ma probabilmente, durante l'ultimo periodo in cui non era ancora in carcere, ha ricoperto anche il ruolo di boss di strada.

Stando alle ipotesi d’accusa della Procura di Palermo, Gaetano avrebbe sostituito Totò alla guida del mandamento di Corleone e sarebbe stato anche il punto di riferimento per i mafiosi di Mazara del Vallo, città in cui ha sempre vissuto fino all’arresto avvenuto all'alba del 1° luglio 2011 ad opera carabinieri del gruppo di Monreale. Tano Riina è recluso nel carcere di Torino dal 2011 per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsi aggravata. Nel 2016 emerse che Zio Tano era in accordo con il clan dei Casalesi per trasportare frutta e verdura da Roma alla Sicilia. Il fratello del capo dei capi ha già scontato una condanna a 8 anni inflitta il 21 marzo 2014 dalla Corte d’Appello di Palermo e sta scontando altri 6 anni di reclusione stabiliti dalla Corte d’Appello di Napoli, il 24 luglio 2015, per aver partecipato a un’associazione mafiosa. Potrà lasciare il carcere nel 2024. O nel 2021, in caso di liberazione anticipata. 

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