Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

VIDEO | Virus, flash mob di ristoranti e pub con chiave "consegnata" al Governo: "Abbiamo paura, così chiudiamo per sempre"

Alle 21 di ieri, dopo quasi due mesi, in oltre 300 hanno alzato le saracinesche. Per alcuni è stato un sogno, ma le mascherine e il silenzio intorno li hanno portati alla realtà. In alcune piazze i carabinieri hanno interrotto l'iniziativa: "Potevano evitare"

 

Hanno alzato le saracinesche dei loro locali, abbassate ormai da quasi due mesi, hanno riacceso le luci, gli impianti audio e video. Si sono riappropriati di una ritualità che gli è stata negata per colpa dell'emergenza Coronavirus e alla quale devono rinunciare fino all'1 giugno. Un nutrito gruppo di ristoratori e titolari di pub palermitani ha aderito al flash mob "Risorgiamo Italia" organizzato in tutta Italia per richiamare l'attenzione sulla drammatica situazione del settore, che è stato il primo a chiudere e sarà tra gli ultimi a riaprire. Secondo il nuovo decreto del premier Giuseppe Conte, dal 4 maggio - se non interverranno ulteriori decisioni delle varie Regioni - i ristoratori potranno fare attività da asporto e non più solo consegne a domicilio. Per la riapertura reale, per poter accogliere i clienti (anche se con regole nuove e ancora in divenire perchè il distanziamento sociale sarà un punto cardine ndr), bisognerà aspettare il primo giugno. Una decisione - insieme al fatto che gli aiuti promessi sono considerati insufficienti - che ha innescato la protesta. 

Saracinesche alzate e luci accese: il flash mob di ristoranti e pub

Il flashmob "Risorgiamo Italia" è stato voluto a livello nazionale dal Movimento imprese ospitalità e a livello regionale e locale rilanciato da vari soggetti.Cavù, Balata, Qvivi, Zammù, Fabbrica 102, Borgese Tapas Bar, Palazzo Branciforte, Osteria Mangia e Bevi, Quattroventi, Osteria Ballarò, Pot Cucina e bottega, Fuoriluogo, Cortiletto Mazzini sono sono alcuni degli aderenti all'iniziativa. Tra loro ci sono realtà consolidate, ma anche attività giovani in fase di startup. Il grido è comune: "Non lasciateci soli. Molti stanno valutando di non aprire più". E oggi una grande chiave, che vuole rappresentare le chiavi di tutti i locali, sarà consegnata al sindaco Leoluca Orlando perché le faccia arrivare sui tavoli del Governo. 

Protestano anche i negozianti, vetrine con nastro rosso e bianco 

Potrebbe Interessarti

Torna su
PalermoToday è in caricamento