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Coronavirus, Sos dagli ospedali: "Forte preoccupazione per la tutela della salute di oltre mille lavoratori"

Si tratta degli addetti degli appalti di pulizie, sanificazione, vigilanza. La Filcams scrive a prefetto, Comune e Regione per chiedere protezione adeguata: "Sono i più esposti, lavoratori alla fine della filiera, con molte meno tutele dei dipendenti"

“Il lavoro di sanificazione degli ambienti ospedalieri può andare avanti solo se gli addetti alle pulizie saranno protetti adeguatamente. Al momento così non è. I lavoratori sono davvero preoccupati. E il rischio che il servizio possa venir meno è reale”. La Filcams Cgil Palermo lancia l'allarme sulla situazione degli appalti di pulizia di ospedali e Asp per le segnalazioni che giungono in queste ore dagli addetti del comparto Multiservizi, Pulimento e Sanificazione, al lavoro nelle strutture sanitarie.  Segnalazioni inoltrate in una lettera inviata dal segretario generale Filcams Palermo,  Giuseppe Aiello, al prefetto, alla commissione di garanzia per l'attuazione della legge sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, al sindaco di Palermo e all'assessorato regionale alla Salute. E che riguardano la mancata attuazione del protocollo sottoscritto il 14 marzo tra governo, sindacati e parti datoriali, sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Le informazioni a riguardo sono state raccolte tra i lavoratori che operano con le imprese in appalto del comparto.  Non hanno le divise monouso e portano i vestiti a casa per lavarli. Alcuni lavorano in più reparti, col rischio di diffondere un eventuale  contagio.  Le sanificazioni dovrebbero essere effettuate h 24 e non lo sono,  c'è il mancato rispetto del metro di sicurezza, assenza di guanti, mascherine e prodotti igienizzanti,  mancato controllo della temperatura per il personale che accede nei luoghi di lavoro, vulnerabilità dei protocolli di accesso all'utenza nelle strutture ospedaliere, elevata esposizione ai rischi del personale attivo.

“Lavoratori che si trovano più in là nella filiera rispetto a chi è diretto dipendente dell'azienda ospedaliera, e sono meno considerati: spesso hanno minori tutele, anche in termini organizzativi,  e in una fase come questa rischiano ancora di più-  dichiara il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello  - La situazione è generale, riguarda tutti gli ospedali e le Asp. Esprimiamo forte preoccupazione  non solo per i 330 di Villa Sofia-Cervello ma anche per  180 addetti dell'Arnas  Civico, il centinaio di operatori del Policlinico, e per colore che lavorano in appalto in tutti gli ospedali sparsi tra Palermo e provincia, incluso il Civico di Partinico, centro per il Covid 19. In tutto un migliaio di addetti, compresi gli addetti che operano nelle Asp. Chiediamo di considerare con attenzione anche il comparto della vigilanza, con le guardie  esposte nei pronto soccorso,  e i lavoratori delle imprese che hanno gli appalti nelle Asp,  che stanno a contatto con il pubblico spesso senza adeguati dispositivi di sicurezza”. 

La sanificazione viene effettuata quasi in tutti gli ospedali con orari part time dalle 3 alle 5 ore giornaliere per addetto. Con una copertura del servizio che va dalle 6 del mattino alle 19, con distacchi di diverse ore tra chi monta e smonta. Tranne che nei pronto soccorso, in h 24.

La Filcams chiede un  immediato intervento per garantire la primaria tutela della salute degli addetti esposti in prima linea, per dotare di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari  i  dipendenti, “intimando ai datori di lavoro di fornire ai lavoratori tutti gli strumenti idonei a tutela della loro salute e sicurezza”.
 “Il protocollo dispone in maniera inequivoca che la prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione”, aggiunge Aiello.

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