Protestano anche i negozianti, vetrine con nastro rosso e bianco: "Covid-19 non è colpa nostra"

Iniziativa lanciata dal gruppo Facebook "Emergenza negozi Sicilia": il nastro disegna una croce e i manichini indossano solo la mascherina. I promotori: "I nostri dipendenti li abbiamo salvaguardati personalmente, in attesa di questa cassa integrazione che purtroppo oggi ancora non arriva"

Una delle vetrine allestite per la protesta

Negozi illuminati e una vetrina con allestimento uguale per tutti, con un messaggio chiaro: "Il Covid non è colpa nostra". E' la "protesta silenziosa" di un gruppo di commercianti siciliani del settore dell'abbigliamento che chiedono di essere ascoltati dal Governo e di ricevere quegli aiuti che, a quasi due mesi dal lockdown, sono ancora un miraggio. Dalla notte scorsa i negozi aderenti all'iniziativa lanciata dal gruppo Facebook "Emergenza negozi Sicilia", al momento circa una sessantina, hanno acceso le loro vetrine e una di queste è stata allestita con il nastro bianco e rosso a disegnare una croce e un manichino nudo, con la mascherina, e in mano un cartello: "Covid 19 - La colpa non è nostra #negozidisicilia". 

L'iniziativa segue quella dei titolari di ristoranti e pub, che ieri hanno rialzato simbolicamente le saracinesche delle loro attività e chiedono attenzione e tutele alla politica. 

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"L'abbiamo chiamata la nostra 'protesta silenziosa' che parte dalla Sicilia ma che vorremmo dilagasse in tutta Italia - racconta all'Adnkronos Marco Di Giovanni, proprietario di tre negozi di abbigliamento di Palermo e fra i promotori dell'iniziativa - L'idea è quella di lasciare le vetrine così fino alla riapertura dei negozi, con l'obiettivo di far arrivare la protesta alle orecchie dei governanti, di ricevere quegli aiuti che sono stati pari a zero. Fino adesso - sottolinea Di Giovanni - i nostri dipendenti li abbiamo salvaguardati personalmente, in attesa di questa cassa integrazione che purtroppo oggi ancora non arriva. E poi c'è il dramma dei mancati pagamenti e una stagione primavera-estate ormai compromessa".

Fonte AdnKronos

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