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Veduta di Capaci

Veduta di Capaci

Secondo caso di Coronavirus a Capaci, donna positiva: era rientrata da viaggio all'estero

Dopo l'insegnante di 46 anni, rientrata il 25 febbraio da un viaggio a Praga con scalo a Bergamo e ricoverata al Cervello, dunque, il paese alle porte di Palermo fa di nuovo i conti con lo spettro del contagio. Il sindaco: "Le strade ora sono deserte"

Secondo caso di Coronavirus a Capaci. Si tratta di una donna di età compresa tra i 50 e i 60 anni, ricoverata da ieri all'ospedale Cervello. Dopo l'insegnante di 46 anni, rientrata il 25 febbraio da un viaggio a Praga con scalo a Bergamo e ricoverata al Cervello, dunque, il paese alle porte di Palermo fa di nuovo i conti con lo spettro del contagio. Anche la seconda paziente si trova ricoverata al Cervello, le sue condizioni sono buone, non è intubata e respira autonomamente.

"Tra i due casi non c'è alcun contatto - precisa all'Adnkronos il sindaco di Capaci, Pietro Puccio -. La signora il 29 febbraio scorso è rientrata da un viaggio all'estero e, dopo un paio di giorni, ha iniziato ad accusare i primi sintomi, poi è arrivata la febbre. Ieri le sue condizioni si sono aggravate e si è reso necessario il ricovero in ospedale".  Resta in isolamento domiciliare, invece, il compagno della donna che è asintomatico. "Sta bene e ci ha aiutato a ricostruire la sua rete dei contatti - aggiunge il primo cittadino -. Tutte le persone entrate in contatto con la coppia sono già state individuate e sono in auto quarantena. Abbiamo proceduto anche a una mappatura dei luoghi frequentati". Già nei giorni scorsi il sindaco Puccio aveva avviato l'attività di sanificazione del territorio comunale e lanciato ripetuti appelli ai propri concittadini a restare a casa.

"L'età adulta ma non anziana della persona in questione - dice adesso - dimostra che non è assolutamente vero che il Coronavirus colpisce solo le persone vecchie o malate. Siamo ancora in tempo per evitare ulteriori contagi, tutte le misure sin qui adottate mirano a contenere la diffusione del virus, ma perché esse siano realmente efficaci, lo sforzo maggiore è quello di stare il più possibile a casa". Un appello che nel centro alle porte di Palermo sembra essere stato accolto dai cittadini.

"Ho appena effettuato un giro di perlustrazione insieme ai vigili urbani - spiega il primo cittadino -, le vie del paese sono praticamente deserte, alle tre-quattro persone incontrate al lungomare abbiamo ribadito l'opportunità di andare a casa. Agli irriducibili dico che con il loro comportamento finiscono con il mettere in pericolo i loro stessi familiari: tornando nelle proprie abitazioni da portatori sani asintomatici potrebbero contagiare i loro cari con gravi patologie o i nonni. Sarebbe da stupidi".

In questi giorni in cui tutti sono chiamati a limitazioni e sacrifici i sindaci restano in prima linea. "Siamo impegnati ad assicurare la sicurezza del territorio, a fronteggiare le emergenze, a fornire anche se necessario assistenza psicologica ai nostri concittadini in una situazione che mai ci saremmo aspettati di dover fronteggiare", conclude Puccio. Un lavoro che non conosce sosta. Ecco perché dal sindaco arriva un appello ai propri concittadini. "Aiutateci ad aiutarvi, rispettate le prescrizioni".

Fonte: Adnkronos

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