Il Coronavirus accentua l'agonia dell'Ipab Palagonia: "Dipendenti senza stipendi da anni"

La Fp Cgil Palermo ha inviato una lettera al presidente della Regione e all'assessore regionale alla Famiglia per chiedere notizie sul futuro dell'Istituto pubblico di assistenza, anche attraverso l'organizzazione di un incontro in modalità telematica

Una vecchia protesta dei dipendenti

Si aggrava la situazione dei  dipendenti dell'Ipab Principe di Palagonia, senza stipendi da anni.  “L'emergenza Covid-19 sta rendendo ancora più pesante e drammatica la situazione del personale, parte del quale oggi è in astensione e non può accedere agli ammortizzatori sociali”, denuncia il segretario generale Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca.

La Fp Cgil Palermo ha inviato una lettera al presidente della Regione, all'assessore regionale alla Famiglia e al commissario straordinario Ipab Palagonia chiedendo notizia sul futuro dell'Istituto pubblico di assistenza, anche attraverso l'organizzazione di un incontro in modalità telematica: “Ultimi fra gli ultimi - dicono - i dipendenti dell'Ipab Palagonia non hanno più alcuna possibilità di provvedere ai più elementari bisogni, a partire da quelli alimentari, per assenza totale di risorse economiche. Il fatto va inquadrato in un contesto grottesco di una Ipab con patrimonio mobiliare e  immobiliare immenso, ma che costringe i propri dipendenti alla fame”.

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La Funzione Pubblica Cgil chiede alle istituzioni regionali di corrispondere almeno parte degli stipendi al personale e di conoscere i progetti per il futuro dell'ente e dei dipendenti, “che non sono più in grado di sopportare questa lenta agonia”. “Da anni assistiamo al balletto dei finti rilanci dell'Ipab, che non hanno rilanciato nulla se non i debiti dei dipendenti  - aggiunge Cammuca – Il personale attende anche  i modelli Cu dell'anno 2019, ancora non consegnati. E questo aggiungerebbe al danno la beffa: nessuna possibilità di detrarre dai pochi redditi percepiti quello che il sistema fiscale permetterebbe di recuperare o, nella peggiore delle ipotesi, anche una sanzione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Tutto ciò sembrerebbe determinato dalla mancanza del ragioniere, figura indispensabile, che non è stato sostituito dopo aver ricevuto il nulla osta per la mobilitò verso un altro ente”.

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