Cronaca

Dipendente call center positiva: paura fra i colleghi, un caso di Covid anche alla Rap

Il tampone richiesto da una lavoratrice della sede di viale Regione ha confermato il contagio, la sede di Abramo chiusa fino a nuove disposizioni da parte dell'Asp. Avviato il tracciamento dei contatti. Positivo anche uno dei responsabili dell'autoparco di via Ingham

Chiusi sino a data da destinarsi gli uffici dell call center Abramo per un caso di Coronavirus. Una dipendente della società per azioni che ha, fra le altre, una sede in viale Regione è risultata positiva al Covid-19. Appreso l’esito dell’accertamento la donna ha avvisato l’azienda che a sua volta ha subito disposto ed effettuato la sanificazione dei locali. Per la riapertura si attendono però disposizioni da parte dell’Asp che ha avviato il contact tracing, il tracciamento dei contatti necessario per risalire ai colleghi che le sarebbero stati vicini negli ultimi giorni. A segnalare il caso altri dipendenti del call center, preoccupati inoltre per le condizioni di lavoro e per le misure anticontagio adottate.

"A quanto pare - spiega uno dei lavoratori di Abramo - il fidanzato e la suocera erano già risultati positivi. La collega giorni fa era stata inoltre in un locale per un addio al nubilato. L’esito del tampone è arrivato il giorno dopo, ma nel frattempo andava regolarmente in ufficio. Alcuni erano in smart working mentre altri andavano a lavorare regolarmente. Il problema è che all’entrata in pochi portano la mascherina ma soprattutto nessuno di noi ha le cuffie personali e nemmeno il gel per igienizzare le mani”. Quando il caso era stato ormai confermato, l’azienda ha scritto ai suoi lavoratori comunicando l’intenzione di chiedere con urgenza la convocazione della “commissione Covid-19”.

Alla fine di agosto anche la Comdata, call center con sede in via Ugo La Malfa, ha riunito il comitato paritetico in vista della riapertura prevista per il 14 settembre. “I rientri - si legge nel documento prodotto - avverranno nel pieno rispetto di quanto previsto dai decreti governativi in materia di sicurezza, pertanto si precisa che sarà applicato un criterio di rotazione iniziale di 15 giorni”. L’obbiettivo del piano è quello di rendere di rendere sicuro il posto di lavoro, regolando gli accessi in azienda dei lavoratori e dei fornitori esterni, garantendo la sanificazione giornaliera di tastiere, schermi, mouse e altro ancora. Le regole poi sono sempre le stesse: lavare regolarmente le mani, indossare la mascherina (fornita dall’azienda). Chiuse invece le aree break.

Un positivo alla Rap: “Nessuna conseguenza sul servizio”

Fra gli ultimi casi di contagio registrati in città c’è quello di un dipendente della Rap, la società che si occupa della raccolta di rifiuti in città. Si tratta di uno dei responsabili dell’autoparco di via Ingham, a Brancaccio, che si è sottoposto a tampone dopo aver accusato qualche problema respiratorio. Appreso il risultato il dipendente ha informato l’azienda. “La direzione della Rap - si legge in una nota - ha immediatamente disposto che tutti gli ambienti frequentati dal dipendente siano sanificati ed igienizzati, accelerando la procedura affinché tutti i dipendenti vengano sottoposti ai test sierologici. L’episodio, viene precisato, non avrà alcun effetto sull'organizzazione dei servizi di raccolta e pulizia in città.

"Nella consapevolezza che il servizio erogato è da considerarsi - spiega il presidente Giuseppe Norata - un servizio  indispensabile per l’igiene urbana, abbiamo già attivato tutti i canali istituzionali per le varie interlocuzioni e giungere a questo obiettivo celermente”. Il direttore Roberto Li Causi ricorda che "ovviamente dall'inizio della pandemia all'interno di tutte le sedi aziendali così come nell'utilizzo dei mezzi vengono adottate le misure precauzionali e di prevenzione previste dalle linee guida sanitarie. Questo caso conferma però la necessità che tutti vi si attengano nel modo più scrupoloso possibile, per il bene e la salute propri, dei colleghi e dei propri congiunti”.

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