Coronavirus, l'allarme di Di Matteo: "Mafia pronta a prendersi le aziende in crisi"

Il magistrato palermitano: "I padrini e i loro complici potrebbero già avere iniziato a contattare imprenditori e commercianti assaliti dalle difficoltà economiche"

Nino Di Matteo

"C'è un altro terribile contagio che dobbiamo scongiurare in questo momento: l'economia legale rischia di essere infettata ancora di più dalle mafie. La mafia punta a prendersi le aziende in crisi". A lanciare l'allarme, in una intervista a Repubblica, è Antonino Di Matteo, componente del Csm ed ex pm della Dda di Palermo. Il magistrato condivide "l'allarme dei nostri investigatori, che sono i migliori al mondo sul fronte della lotta alle mafie".

"I padrini e i loro complici - spiega - potrebbero già avere iniziato a contattare imprenditori e commercianti assaliti dalla crisi economica, offrendo ingenti disponibilità di liquidità, magari sotto forma di prestiti". "Penso agli operatori del commercio - aggiunge Di Matteo - del settore alberghiero, in generale alle piccole e medie imprese. In breve tempo, la criminalità organizzata potrebbe arrivare all'obiettivo di controllare numerose attività economiche legali".

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"Non possiamo permetterlo - avverte Di Matteo - sarebbe un gravissimo passo verso l'apparente legalizzazione delle mafie. E' la grande sfida che ci aspetta, non riguarda solo il nostro governo, ma anche le istituzioni europee". Ritiene "importanti" le misure messe in campo dal governo "per arginare il contagio dell'economia legale. Perché vanno sostenuti con forza non solo le persone indigenti, ma anche i tanti imprenditori e commercianti che non aiutati rischiano più o meno consapevolmente di consegnarsi all'economia mafiosa". Sui tentati assalti ai supermercati a Palermo dice: "Le mafie potrebbero anche soffiare sul fuoco del malcontento per alimentare odio nei confronti delle istituzioni. Una ragione in più perché lo Stato giochi di anticipo e con più forza rispetto alle mafie".

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