Bagheria, in 17 dentro una stanza per un corso di formazione: tutti denunciati

E' l'esito dei controlli eseguiti dalla polizia che ha sciolto l'assembramento. Nei guai il titolare di una ditta per la violazione della normativa anticovid. Sequestrati anche pc e stampanti a un internet point dietro cui si nascondeva un centro scommesse

Una volante davanti al commissiarato di Bagheria

Erano in 17 all'interno di una stanza, in gruppi di 3-4 persone, senza rispettare il distanziamento inter personale, per partecipare a un corso di formazione. La polizia ha denunciato a Bagheria un gruppo di lavoratori e il titolare di una ditta per la violazione della normativa che impedisce di creare assembramenti. Il blitz è scattato dopo una segnalazione relativa a un appartamento situato al primo piano di un palazzo che si trova in una strada molto frequentata del centro abitato.

Sempre a Bagheria gli agenti hanno individuato di un internet point all’interno del quale venivano effettuate scommesse non autorizzate. “L’accesso ispettivo è stato condotto insieme a personale dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E’ stato accertato - si legge in una nota - che il titolare avesse messo a disposizione dei clienti il suo account attraverso cui, tramite i computer dell’attività stessa, erano state formulate una cinquantina di scommesse online". L’internet point era stato quindi trasformato in centro scommesse sprovvisto però di qualsiasi autorizzazione o licenza. Sono stati denunciati il titolare e uno scommettitore sorpreso durante le fasi del controllo ad effettuare una scommessa on line. Sequestrati due pc e una stampante. Elevata al titolare una sanzione da 50 mila euro.

Anche a Partinico è stato svolto un servizio antiabusivismo, insieme alla guardia di finanza e alla polizia municipale. A un ambulante, attivo nel settore dei prodotti alimentari, sono stati sequestrati 175 chili di frutta varia e 75 chili di sale in pacchi. L’attività è risuolata priva di Scia e dunque al venditore è stata elevata una sanzione di poco superiore ai 5 mila euro. Tutta la merce sequestrata è stata distrutta poiché priva di tracciabilità.

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