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Cronaca

Covid, in Sicilia in una settimana 5 mila positivi (+14%): a Palermo è polemica sui dati

Secondo il report settimanale sull'andamento dell'epidemia sull'Isola in salita pure ricoveri ordinari e terapie intensive, cala invece il numero dei decessi. Gelarda: "In città diffusi numeri sbagliati che hanno portato a restrizioni non necessarie". Orlando all'Asp e alla Regione: "Servono dati giornalieri e precisi"

Torna a crescere il numero di positivi al Covid e dei ricoveri, scende invece rispetto al passato il numero delle vittime. Questo quanto emerge dal report settimanale sull'andamento della pandemia (relativo al 15-21 marzo) elaborato dall'ufficio Statistica del Comune dipartimento della Protezione Civile. Dati che arrivano dopo un weekend tribolato dove non sono mancate le polemiche e i dietrofront. Se sabato il sindaco Leoluca Orlando chiedeva "numeri dettagliati sull'andamento dell'epidemia in città e in provincia minacciando ulteriori restrizioni" ecco il cambio di rotta domenica. Una volta avuti i numeri circoscrizione per circoscrizione (sono poco meno di 3 mila i positivi in città) il sindaco appena 24 ore dopo si dice pronto ad "alleggerire le misure di prevenzione e contrastro". Soprattutto in riferimento al divieto di vendita degli alcolici dopo le 18 e alla sospesione dei mercatini della settima circoscrizione. 

Insomma una "guerra" a suon di comunicati dove a farne le spese sono i cittadini. Che ovviamente restano confusi circa il reale andamento della pandemia in città e riversano la loro rabbia sui social (e contro i giornalisti). In tutto ciò non è chiaro se ci sia stato un errore nel conteggio dei guariti, come successo lo scorso maggio, o solo un difetto di comunicazione. 

Dati inaffidabili?

A lanciare l'accusa è Igor Gelarda, capogruppo della Lega al Consiglio comunale. “Quello della città di Palermo - afferma in una nota - rischia di diventare un caso nazionale, o forse anche internazionale qualora l’Organizzazione mondiale della Sanità volesse approfondire come sia possibile che a Palermo città, nel giro di poco più di 10 giorni, il numero dei positivi al Covid abbia avuto un crollo di quasi il 75%, almeno secondo i dati diffusi dall’Asp di Palermo". A dichiararlo Igor Gelarda Capogruppo della Lega a Palermo, che sottolinea che "siamo passati infatti dagli 11.315 positivi del 4 marzo ai 2.944 del 17 marzo, cioè dall’1,7% di cittadini positivi allo 0,42%! Mentre nel resto della provincia, che complessivamente ha all'incirca lo stesso numero di abitanti del capoluogo il trend è invece in crescita e si è passati dai 1.435 positivi del 4 marzo ai 1.892 del 17 marzo, con una crescita del 31%. Certo era veramente strano che è in città ci fosse una incidenza di positivi quasi 8 volte maggiore rispetto la provincia. Tutto ciò - continuna ironicamente - ha solo due possibili spiegazioni: o si tratta di un miracolo, attribuibile esclusivamente  a Santa Rosalia oppure qualcuno ha diffuso dati sbagliati. Con tutto il dovuto rispetto per la Santuzza, temiamo che ci troviamo di fronte ad errori, anche clamorosi, nei dati più vecchi che appaiono del tutto sovrastimati".

Gelarda chiede quindi maggiore attenzione. "Siamo ovviamente felici che il virus a Palermo sia molto meno diffuso di quanto non si pensasse, ma nel frattempo i dati precedenti hanno portato il prefetto e il sindaco a prendere misure drastiche, eccezionali, come la chiusura di 5 mercatini rionali nella VII circoscrizione e che ora chiediamo vengano subito riaperti. Quindi è normale se siamo tentati di pensare che anche in passato i dati non siano stati sempre corretti, influenzando anche la scelta di fare diventare la Sicilia zona arancione. Chiediamo all’assessore Razza ed al commissario Costa - conclude - che si impegnino affinché vi siano maggiore attenzione e trasparenza nella gestione ed elaborazione di questi dati, che sono delicatissimi per la vita di una città, già economicamente disastrata come Palermo".

Sull'argomento interviene a gamba tesa anche Confcommercio. “Chi pagherà per questo gravissimo danno? - si chiede Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo -. La Sicilia dipende da un bollettino quotidiano rivelatosi farlocco? Che senso ha tenerlo in considerazione? Pretendiamo che il sistema venga informatizzato e adeguatamente gestito. Non possiamo credere che tra le pieghe di un bilancio miliardario non si trovino le risorse per dare ossigeno ad aziende che da oltre un anno pagano, senza alcuna colpa, un prezzo troppo alto alla crisi sanitaria e alla inadeguatezza del sistema di gestione. Anche sulla campagna di vaccinazione, che sta procedendo troppo lentamente e tra mille episodi di disorganizzazione, pretendiamo un cambio di marcia. “Vogliamo - conclude la Di Dio - un cambio di passo della classe politica regionale che appare insensibile al drammatico momento della vita 'reale".

Il Coronavirus nelle 8 circoscrizioni di Palermo

Orlando all'Asp: "Flusso dati sia giornaliero"

Intanto Orlando in una lettera indirizzata all'Asp, al Prefetto, al commissario Costa e all'assessorato regionale alla Salute chiede che ci sia maggiore attenzione alla comunicazione dei dati. "Come sapete - scrive il sindaco - nella giornata di ieri sono stati forniti alcuni dati epidemiologici relativi alla situazione dei contagi da Sars-Cov-2 nella città di Palermo e nei comuni dell’Area metropolitana. Tali dati, parzialmente difformi nei numeri totali da quelli ricevuti in precedenza, hanno comunque permesso  di avere un quadro dettagliato nelle diverse aree della città, evidenziando in modo più chiaro situazioni  di criticità. Poiché proprio tali dati, insieme alle valutazioni epidemiologiche curate dalle autorità sanitarie, sono alla base di potenziali provvedimenti amministrativi nonché di ogni valutazione da parte di ogni  istituzione competente, torno a chiedere che il flusso di informazioni sia costante ed univoco, giornaliero con riferimento alla situazione complessiva della città e dei singoli comuni, nonché almeno settimanale con il dettaglio per singole zone. A tal fine - conclude - segnalo la piena disponibilità alla necessaria collaborazione dell’Ufficio Statistica del  Comune di Palermo per la elaborazione di eventuali report basati sui dati da voi forniti".

Il report settimanale sull'Isola

L'ufficio Statistica del Comune rende noti i dati settimanali. Sui quali fa fede il bollettino diramato giornalmente dal ministero della Salute. "I numeri -  osserva il responsabile Girolamo D'Anneo - mostrano un ulteriore incremento dei nuovi positivi in Sicilia, e un aumento anche dei ricoverati, degli ingressi in terapia intensiva e delle persone in isolamento domiciliare. Sono invece diminuiti i decessi.

  • Nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono 5.032, il 13,9% in più rispetto alla settimana precedente, quando già si era registrato un incremento del 15,4%. I tamponi positivi sono pari al 13,4% delle persone testate, in leggero aumento rispetto al 13,3% della settimana precedente.
  • Numero degli attuali positivi è pari a 16.192, ed è tornato a crescere (+1.869 rispetto alla settimana precedente) dopo 7 settimane.
  • Le persone in isolamento domiciliare sono 15.316, 1.784 rispetto alla settimana precedente. Anche in questo caso l'incremento interrompe una serie di 7 diminuzioni consecutive.
  • I ricoverati sono 876, di cui 125 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 85 unità (i ricoverati in terapia intensiva sono aumentati di 25 unità). Nella settimana appena conclusa si sono registrati 57 nuovi ingressi in terapia intensiva (+39% rispetto ai 41 della settimana precedente).
  • Il numero dei guariti (145.217) è cresciuto di 3.077 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari all'87,6%  (era l'88,4% domenica scorsa).
  • Il numero dei deceduti, pari a 4.430, è aumentato di 86 unità rispetto alla settimana precedente. Si tratta dell'incremento settimanale più basso dallo scorso 25 ottobre. Il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari al 2,7% (come domenica scorsa).
  • I ricoverati complessivamente rappresentano il 5,4% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva lo 0,8%)".
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