Cronaca Noce

I dati Covid falsati e la donna morta: "Ha atteso l'ambulanza 2 ore", s'indaga per omicidio colposo

L'inchiesta sullo scandalo che ha travolto la sanità siciliana s'intreccia con il caso di una signora della Noce deceduta il 4 novembre e per il quale si attende l'esito dell'autopsia. L'ex dirigente del Dasoe, Letizia Di Liberti diceva: "Un infarto, il mezzo è venuto da Lascari perché sono tutti bloccati nei pronto soccorsi... Si poteva salvare"

L'inchiesta sulla presunta falsificazione dei dati legati all'andamento della pandemia in Sicilia si intreccia con un'altra indagine, legata ad un'ipotesi di omicidio colposo per la morte di una donna di 54 anni, sposata e madre di due figli, avvenuta il 4 novembre dell'anno scorso, in via Vincenzo Di Marco. Tra le intercettazioni della Procura di Trapani - ma gli atti sono stati trasmessi per competenza territoriale a Palermo - ce n'è una infatti in cui l'ex dirigente del Dasoe, Letizia Di Liberti, finita agli arresti domiciliari, parla proprio del decesso di una signora che sarebbe morta d'infarto perché avrebbe aspettato per due ore un'ambulanza, poi giunta in città da Lascari.

Sul decesso della donna, orginaria della Noce, la Procura aveva subito aperto un fascicolo e attualmente si attendono gli esiti dell'autopsia, proprio per capire cosa ne abbia provocato la morte e se sia eventualmente possibile ravvisare una responsabilità a carico dei medici che l'hanno avuto in cura. Di Liberti, quando parla del caso, sostiene che la donna avrebbe potuto essere salvata.

L'intercettazione

La conversazione intercettata è quella tra l'ex dirigente del Dasoe e Ferdinando Croce, capo di gabinetto dell'assessorato alla Salute, avvenuta proprio la sera del 4 novembre dell'anno scorso, intorno alle 22.30. E' il dialogo in cui Di Liberti afferma che l'ex assessore Ruggero Razza (che si è dimesso perché indagato anche lui) "è seccato" perché, come riferisce la donna "mi disse: 'Il fallimento della politica, non siamo stati in grado di tutelarci, i negozi che chiudono, se la possono prendere con noi, non siamo riusciti a fare i posti letto'". L'ex dirigente avrebbe rassicurato il politico: "Ci dissi: 'Ma non è vero, reggiamo perfettamente'".

"Oggi è morta una perché l'ambulanza è arrivata dopo due ore"

Poi però Di Liberti aggiungeva un dettaglio non di poco conto, che avrebbe invece dimostrato che la situazione determinata dalla pandemia sarebbe stata tutt'altro che tranquilla nell'Isola: "Anche se in realtà, non ti dico, oggi è morta una perché l'ambulanza è arrivata dopo due ore ed è arrivata da Lascari. Ed è morta e qua c'è il magistrato che già sta subito, ha sequestrato le carte... Due ore l'ambulanza. Perché? Perché sono tutte bloccate nei pronto soccorsi. Tutte!".

"Un infarto, si poteva salvare"

All'ammissione dell'indagata, Croce commentava semplicemente: "Madonna!". Così Di Liberti proseguiva: "Te lo immagini? Cioè che arrivò un'ambulanza da Lascari, arrivò dopo due ore e quella è morta per un infarto, che si poteva benissimo salvare... 52 anni", "Matri", replicava Croce.

La donna morta in via Di Marco

Il caso di cui discutono i due è quello della signora per la quale si ipotizza un omicidio colposo. La donna si era accasciata all'improvviso ed i soccorsi erano stati chiamati in via Di Marco. Intorno alle 13.30 di quel 4 novembre, oltre all'ambulanza, era intervenuta anche la polizia. 

In attesa dell'esito dell'autopsia

Il decesso della donna era stato segnalato al pubblico ministero di turno e sul posto era arrivato anche il medico legale che, dopo l'ipezione cadaverica avrebbe stabilito che la signora sarebbe deceduta per un arresto cardiocircolatorio. Poi è stata eseguita anche l'autopsia, di cui si attendono gli esiti. Quello che racconta Di Liberti a Croce nelle intercettazioni portebbe però essere molto utile a questo punto alle indagini sull'omicidio colposo.

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