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Il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza

Dieci giorni fa Razza disse a Musumeci: "Palermo è da zona rossa", poi però cambiò idea

Nell'inchiesta sui dati Covid falsati che ha portato a tre arresti captate anche alcune conversazioni tra l'assessore e il governatore del 19 marzo: "Nello, ci sono 400 casi solo in città... Però non diciamolo a Orlando che se la vende subito". Ma nel giro di poche ore smentiva: "No, i dati sono abbondantemente sotto..."

Per definire le finalità degli "illeciti" che sarebbero stati commessi falsificando i dati sul Covid nell'Isola, il gip di Trapani, Caterina Brignone, non esita a parlare di uno "scellerato disegno politico", ma tiene anche a puntualizzare che "il presidente della Regione, Nello Musumeci sembra estraneo e anzi pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono fornite". Dunque, secondo il giudice, il governatore non avrebbe saputo nulla degli stratagemmi utilizzati dalla dirigente del Dasoe, Letizia Diliberti, finita ai domiciliari, in accordo - secondo la Procura - con l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, indagato anche lui nell'inchiesta del Nas, per taroccare i numeri e ridimensionare l'andamento dell'epidemia. Ma poteva non sapere, Musumeci? Da presidente della Regione, avrebbe dovuto avere dei dubbi sull'operato di Razza - che stamattina ha presentato le sue dimissioni - suo delfino e uomo di fiducia?

Dalle intercettazioni, captate pochissimi giorni fa, tra il 19 e il 20 marzo, emerge che Palermo secondo alcuni dati avrebbe dovuto essere dichiarata zona rossa. Era proprio Razza a informarne Musumeci, che si mostrava subito disponibile alla luce dei numeri che gli venivano forniti dal suo assessore, incurante persino delle conseguenze politiche e dell'inevitabile malumore che avrebbe potuto scatenarsi tra cittadini e commercianti. Quando Razza nel giro di poche ore avrebbe poi fatto retromarcia, giustificandosi con un ulteriore controllo dei dati e smentendo quelli riferiti in precedenza, il presidente della Regione appariva sì perplesso, ma si sarebbe comunque fidato ciecamente di Razza. 

"Dobbiamo dichiarare la zona rossa a Palermo"

La discussione sulle restrizioni da applicare a Palermo inizia il 19 marzo ed è Di Liberti a dire all'assessore alla Salute: "Ruggero, secondo me, noi, Palermo dobbiamo fare zona rossa, 500 positivi solo in provincia di Palermo, di cui 225 solo in città" e Razza chiedeva: "Ma i 500 sono oggi?" e la dirigente rispondeva: "Oggi, oggi, oggi! Non è lunedì e quindi non abbiamo il problema del sabato e domenica, oggi è venerdì e sono quelli di ieri. Abbiamo controllato i laboratori, i comuni è che ci sono tanti comuni, ci sono 39, 28, ci sono nuovi focolai". E allora Razza si mostrava risoluto: "Stasera ne dobbiamo parlare, voglio anticiparlo al presidente... Girami i comuni, ma verifichiamolo questo dato... Verifichiamo anche una serie di valutazioni che devono essere fatte e casomai le facciamo domani".

Poco dopo Razza chiamava quindi Musumeci: "Ti volevo dire che abbiamo una situazione molto difficile a Palermo e provincia. L'incidenza ha superato la quota dei 250 per 100 mila abitanti e solo oggi superiamo i 400 casi solo a Palermo". Inequivocabile la rezione del presidente della Regione: "Minchia!" e Razza proseguiva: "Si impone una necessità di dichiararla zona rossa, tutta la provincia, su tutta la provincia, questo ovviamente, secondo me, dobbiamo un attimino calibrarlo e capire come farlo, non se tu vuoi sentire Orlando (il sindaco, ndr)" e Musumeci: "Certo, tutta la provincia, e certo!".

"Aspettiamo, se lo diciamo a Orlando se la vende subito"

A quel punto l'assessore suggeriva: "Ora se vuoi sentire anche Miccichè e gli altri perché succederà... ovviamente è la provincia di Palermo" e Musumeci: "E vabbè, ma di fronte a un numero del genere... Ma il Dipartimento è d'accordo?". Razza rispondeva: "Il Dipartimento farà la proposta questa sera, decidiamo se glielo vogliamo dire oggi o se glielo vogliamo dire domani, perché se glielo diciamo ad Orlando, Orlando se la vende subito". Il presidente della Regione era d'accordo: "Sì se la vende subito, il problema è capire se siamo in condizione di potere avvisare poi domani in tempo utile, questo è il discorso, perché non è che glielo possiamo comunicare due ore prima alla gente". Razza replicava: "Io farei in ogni caso a partire da domenica a mezzanotte" e Musumeci: "Fra sabato e domenica, giusto, domani a mezzanotte, domani sera. E quindi va comunicata almeno un giorno prima... Va deciso entro due, tre ore... Io per ora sto in silenzio". L'assessore conveniva: "Per ora non diciamo nulla, però già alle cinque e mezza, quando usciranno i numeri sui cosi..." e Musumeci concludeva: "Allora fatti mandare un rapporto, dai, e la dichiariamo stasera per domani".

"Come non detto, i dati sono cambiati..."

Razza, però, non avrebbe più fornito notizie e così alle 18.04 del giorno successivo era Musumeci a chiederne: "Non ti sei fatto più sentire ieri, non so più niente su Palermo, per quanto riguarda la zona rossa" e l'assessore: "Cosa... Palermo? Ah no, non ti abbiamo... i dati, è sotto, è abbondantemente sotto i 250!" e il presidente della Regione replicava: "Eh, minchia, allora perché mi avevi detto 400! Tu mi avevi....". Razza: "No, era, no, con 250 per 100 mila! No ieri erano 400, ma nella settimana eh, sono stati a 126 per 100 mila abitanti... E quindi ora c'ho tutti i dati e l'unica stanno per chiedere alcune altre zone rosse... Ora ti mando aggiornato a ieri sera alle 24 il prospetto in tutti i Comuni della provincia di Palermo... Poi mi sono dedicato solo alle vaccinazioni perché con questo lancio che stiamo avendo oggi... Oggi non lo vorrei dire, ma oggi superiamo le 20 mila e dovremmo essere...". La frase viene troncata da un omissis.

Il gip: "Uno scellerato disegno politico"

E alla luce di questi elementi che il gip scrive: "Considerata la natura e le verosimili finalità degli illeciti commessi, sarebbe difficile se non impossibile ipotizzare un attivarsi del vertice dirigenziale in assenza di avallo dell'organo politico. A quest'ultimo proposito va però segnalato che allo scellerato disegno politico sembra estraneo il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, che anzi pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite".
 

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