Coronavirus, in Sicilia l'indice Rt sfiora l'1: rischio zona arancione a gennaio

Dopo l'Epifania l'Italia sarà nuovamente divisa in fasce: a ogni colore (giallo-arancione-rosso) corrisponderanno divieti e permessi. Con un tasso di contagiosità di 0,93 l'Isola è considerata a rischio "moderato". Cosa significa

L'Italia tutta stamani si è risvegliata in "zona rossa" con stretta totale per contenere i contagi ed evitare assembramenti quasi scontati per i festeggiamenti di Capodanno. I divieti stringenti dureranno - come previsto dal Dpcm Natale - fino al 3 gennaio compreso, il 4 gennaio si torna di colore arancione e nuovamente rosso il 5 e 6 gennaio. L'attenzione però è già puntata su cosa accadrà dopo. Lo Stivale sarà nuovamente diviso per fasce: a ogni regione un colore che porta con sè permessi e divieti. E la Sicilia vede all'orizzonte l'arancione: esattamente come accaduto quando il Governo ha creato la distinzione cromatica. 

Capodanno in zona rossa: cosa si può fare e cosa no

Dal 7 gennaio

E' stato lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera conferma che a partire dal 7 gennaio tornerà in vigore il sistema delle aree: "Dopo la Befana dovremo ripristinare il modello delle fasce di rischio e confermare le misure base delle zone gialle". Signfica quindi, per esempio, che resterà il coprifuoco, e che rimarrà la serrata di piscine, palestre, cinema, teatri, stadi. Dichiarazioni che smentiscono in parte smentendo quanto era stato annunciato dai suoi stessi colleghi sulla possibilità di riaprire alcune attività (in sicurezza) a partire dal 15.

Più netto ancora Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l'emergenza Coronavirus e professore di Igiene all'Università Cattolica, che un'intervista a La Stampa frena ogni entusiasmo: "Per abbassare davvero la curva dei contagi, lo abbiamo visto, l'unica strada è quella di lockdown lunghi e nazionali. Anche la zona rossa ora in vigore andrebbe prolungata, almeno fino a metà gennaio, se vogliamo vedere effetti positivi. Se dal 7 gennaio, di colpo, facciamo riprendere tutte le attività, assisteremo certamente a un rialzo della curva epidemica"

L'Rt preoccupa la Sicilia

Per determinare il colore (e i divieti) sarà ancora una volta determinante l'Rt (il tasso di contagiosità), oltre all'organizzazione del servizio sanitario e al contact-tracing. Essere sopra o sotto il valore di "uno" può fare la differenza. La Sicilia con il suo 0.93% è classificata a rischio moderato e quindi è "candidata" all'essere in zona arancione. 

Il bollettino diffuso ieri dal ministero della Salute metteva nero su bianco nell'Isola 1.084 nuovi casi su 8.497 tamponi processati, con un tasso di positività balzato al 12,7%. 

Tornare in zona arancione significa che non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione, tranne per "comprovate esigenze" dunque motivi di lavoro, salute e emergenze. Sarà vietato spostarsi da un comune all'altro (anche in questo caso però sono ammessi gli spostamenti per "comprovate esigenze di lavoro, studio, salute"). Non sar possibile sedersi al bar o al ristorante, ma resta possibile sia il domicilio sia l'acquisto di cibo da asporto fino alle 22 "con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze"., Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all'aperto nel rispetto del distanziamento. Resta anche il coprifuoco alle 22. Bus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. 

A rischiare la zona rossa sono, dalla bozza della Cabina di Regia di ministero e Iss, Veneto, Liguria e Calabria.

La tabella che riporta gli indicatori dell'Rt puntuale relativi alla 21-27 dicembre aggiornati al 29.

Sicilia:0.93
Abruzzo:0,65
Basilicata: 1.09
Calabria: 1.09
Campania:0.78
Emilia-Romagna: 0.98
Friuli-Venezia Giulia:0.96
Lazio:0.84
Liguria:1.07
Lombardia:1
Marche:0.99
Molise:0.89
Piemonte:0.71
PA Bolzano:0.76
PA Trento:0.71
Puglia:1
Sardegna:0.78
Toscana:0.79
Umbria 0.8
Valle d'Aosta:0.83
Veneto:1.07 
 

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