Coronavirus, Confintesa sanità: "Servono più risorse umane e materiali"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Da molto tempo e con svariati comunicati, Confintesa Sanità aveva già espresso la convinzione che la sanità italiana fosse allo sbando, ancor di più quella siciliana, per svariati motivi, dalla carenza di posti letto, da budget sempre volti alla spending review, dalla carenza di medici, infermieri, personale Oss. Purtroppo la recente epidemia di Covid-19 ha portato al pettine tutti i nodi già da noi evidenziati in tempi non sospetti. Le aziende sanitarie siciliane in questo momento di emergenze hanno bisogno di tutto il personale possibile, e quindi completino subito le procedure di assunzione a tempo indeterminato per i medici, infermieri e personale tecnico e professionale, cosi come stabilito dall'assessorato Regionale alla Salute con la Circolare Applicativa del 16 gennaio scorso sulle procedure di stabilizzazione". Lo dice il segretario Confintesa Sanità Sicilia, Domenico Amato.

Per Amato "è urgente che le Asp avviino anche la ricognizione di tutto il personale precario che ha già maturato i requisiti della legge Madia, secondo i nuovi termini inseriti nella legge n.8 del 28 febbraio 2020". Oltre alle soluzioni in termini di reperimento di personale, Confintesa Sanità tiene a sottolineare "le carenze in ordine alle forniture dei presidi sanitari a norma per affrontare in modo sicuro la cura ed il soccorso dei pazienti affetti da Covid-19; svariati articoli di stampa hanno già evidenziato la carenza di mascherine Ffp3, Ffp2 o di occhiali o camici impermeabili nei pronto soccorsi, negli ospedali, nelle ambulanze del 118".

"A proposito degli operatori del 118 siciliano, mi auguro che tutte le postazioni del 118 siano state sin da subito fornite di tutti i dispositivi di protezione necessari ad espletare in sicurezza gli interventi di emergenza urgenza e che siano state stabiliti a monte dei protocolli ben precisi e dettagliati in caso di interventi su sospetti casi di coronavirus, poiché se così non fosse, si metterebbe a rischio la salute dei dipendenti del 118 siciliano e sono più di tremila, oltre naturalmente alla salute delle loro famiglie; si correrebbe anche il rischio di amplificare la diffusione del virus e questa sarebbe una beffa oltre che un comportamento irresponsabile”, conclude Amato con Mario Manzo, coordinatore regionale Confintesa 118 Sicilia.

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