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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Ciminna

Coronavirus, cresce l'allerta in provincia: anche Ciminna diventa "zona rossa"

Lo ha deciso il presidente della Regione Nello Musumeci, d'intesa con l'assessore alla Salute Ruggero Razza, il sindaco e l'Asp. Provvedimento in vigore da sabato. Prorogata invece la zona rossa a Misilmeri

Un altro paese della provincia di Palermo, da sabato 21 (al 3 dicembre), diventa "zona rossa": Ciminna. Lo ha deciso il presidente della Regione Nello Musumeci in virtù dell'alto numero di contagi. Nelle altre province invece diventano off limits Acate e Comiso (nel Ragusano), Camastra (in provincia di Agrigento) e Maniace (in provincia di Catania).

Diventano così dieci le “zone rosse” in Sicilia: perchè il provvedimento è già in vigore a Bronte (nel Catanese), Cesarò e San Teodoro (in provincia di Messina), Misilmeri (nel Palermitano) e Vittoria (in provincia di Ragusa) - la cui scadenza viene prorogata. 

I provvedimenti sono stati decisi dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, d'intesa con l'assessore alla Salute Ruggero Razza, sentiti i sindaci dei Comuni interessati e viste le relazioni dei dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali, che segnalano un aumento dei contagi.

Coronavirus, i contagi comune per comune

In tutte le zone si applicheranno le prescrizioni nazionali con la chiusura domenicali delle attività commerciali al dettaglio, a eccezione di quelle di generi alimentari e dei beni di prima necessità.

L'Osservatorio epidemiologico della Regione ha avviato il monitoraggio dei sistretti, allargando la consueta valutazione delle incidenze dei positivi per Comune. Tale nuovo monitoraggio ha indotto il presidente Musumeci a istituire “zone rosse” in aree ricadenti nei Distretti di Bronte e Vittoria, comprendenti più Comuni. "Ci aspettiamo – dice Musumeci – che le misure adottate siano sempre oggetto di controllo. Se viene stabilito dal Dpcm che i presidenti di Regione possano adottare disposizioni più restrittive, infatti, si impone che le verifiche siano esperite dalle prefetture. Altrimenti anche la speranza di limitare il contagio viene meno, esasperando inutilmente le popolazioni alle quali sono stati chiesti dei sacrifici".
 

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