Scuole chiuse? Valentina Chinnici: "Non si spenga il battito della comunità"

L'insegnante, nonché capogruppo di Avanti Insieme in Consiglio comunale, interviene sull'ipotesi prospettata dal sindaco per mettere al riparo gli studenti dal rischio di contagi. "Se sarà inevitabile chiudere tutto, sia chiaro che ciò accade per l'insipienza di un sistema nazionale e regionale che non ha saputo mettere veramente in sicurezza alunni e lavoratori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Sulla scuola si sta consumando una battaglia inutile e dannosa: l’approccio non può certo essere ideologico; dunque, se sarà inevitabile chiudere tutto, sia chiaro che ciò accade per l'insipienza di un sistema nazionale e regionale che non ha saputo mettere veramente in sicurezza alunni e lavoratori della scuola, potenziando i sistemi di prevenzione delle Asp, garantendo la sicurezza dei trasporti, fornendo risposte puntuali per valutare quali siano i rischi effettivi". 

Valentina Chinnici, insegnante e capogruppo di Avanti Insieme in Consiglio comunale, interviene così sull'ipotesi prospettata dal sindaco per mettere al riparo gli studenti dal rischio di contagi. "La chiusura delle scuole - aggiunge - sancirebbe di fatto la sconfitta dei governi nazionale e regionale, che hanno mortificato i tanti mesi di lavoro estenuante di dirigenti scolastici, insegnanti, amministratori locali. Lo si faccia, se proprio indispensabile, a testa bassa, col dolore di chi spegne 'il battito della comunità', preparandosi a caricare un peso schiacciante sulle spalle di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, anche in termini di analfabetismo e disturbi psichici".

Come scrivono in un documento congiunto alcune tra le principali associazioni nazionali di insegnanti e genitori (Mce, CidiI, Proteo, Cgd), infatti, "la scuola è fondamentale per la crescita, la formazione, la socialità e deve continuare a rappresentare il quotidiano di bambine/i e ragazze/i anche con le restrizioni sanitarie, anche con la tremenda incertezza di questo momento con classi in quarantena, con le comunicazioni alle Asp, con gli orari da ridefinire, con gli insegnanti da nominare. Le bambine, i bambini hanno bisogno della scuola perché resta il luogo dell’incontro, della socialità, della cura soprattutto per quelli più deprivati e a rischio... L’intero Paese ha bisogno di scuola".

"Chiudere la scuola in modo generalizzato, prevedere la dad in modo diffuso indipendentemente dalle situazioni locali non è la soluzione, si corre il rischio di esprimere soltanto la rinuncia alla gestione della complessità della situazione. E’ una complessità che interpella la capacità e la volontà di tutte/tutti nel fare esercizio di responsabilità e cooperazione".

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