Coronavirus, a Palermo chiudono i negozi cinesi: "Paura del contagio"

E' quanto deciso da un nutrito gruppo di commercianti della zona di via Lincoln. Intanto Leoluca Orlando, al termine dell’incontro sull’emergenza che si è svolto in Prefettura, rassicura: "Si è deciso di sospendere le lezioni, ma le scuole rimangono aperte"

Via Lincoln, la Chinatown palermitana

Negozi cinesi chiusi a Palermo "per paura del contagio del Coronavirus". E' quanto deciso da un gruppo nutrito di commercianti cinesi della zona di via Lincoln, piena di negozi orientali, che ieri hanno chiuso i loro esercizi commerciali "almeno fino a lunedì" dopo avere appreso della turista bergamasca che è risultata positiva al Coronavirus.

"A Palermo la notizia dei casi confermati di positività al Coronavirus oltre a far impazzire WhatsApp con messaggi audio ironici o vere e proprie fake news in città ha accentuato i timori sull'influenza che viene dalla Cina e alcuni supermercati hanno venduto tutte le confezioni di acqua disponibili, oltre ad incrementare le vendite di scatolame pelati, fagioli, tonno e biscotti - si legge sul sito dell'Ansa -. Nell'albergo dove sono ospitati i turisti bergamaschi di cui fanno parte la donna risultata positiva insieme al marito e a un terzo uomo, non ci sono altri turisti. Dentro gli impiegati dicono di essere in quarantena e di non sapere quando finirà. Ieri però l'albergo era aperto si poteva entrare e uscire - compreso il personale - e soprattutto sono uscite le decine di turisti che sono state invitate ad andare in altri alberghi cittadini".

Intanto Leoluca Orlando, al termine dell’incontro sull’emergenza Coronavirus che si è svolto in Prefettura, rassicura: "Allo stato Palermo non è né zona rossa, né zona gialla, né lo è la Sicilia. Non è dunque una di quelle zone in cui si impongono esigenze particolari per evitare il contagio. Le azioni poste in essere, in piena concordia con le Istituzioni sanitarie nazionali, sono tutte volte a mandare un messaggio positivo di cura per la salute e non un messaggio di paura ingiustificata. Questa influenza non è particolarmente pericolosa, ha soltanto una capacità di diffusione molto veloce. Per cui se è vero che sono state adottate misure molto drastiche in altre regioni di Italia, nella nostra regione non è stata adottata nessuna particolare misura, salvo per la Città e la Città Metropolitana di Palermo dove si è pensato di mettere in ulteriori condizioni sanitarie gli uffici pubblici e le scuole. Come detto chiaramente dall’istituto Superiore di Sanità non si chiude nessun ufficio pubblico, non è previsto nessun divieto di manifestazioni pubbliche e non è prevista nessuna chiusura delle scuole".

Orlando ha proseguito: "Si è deciso di sospendere le lezioni, ma le scuole rimangono aperte, organizzate dai dirigenti scolastici competenti, per le attività non strettamente rivolte agli studenti e perché si possa procedere ad una pulizia straordinaria, e ad eventuale sanificazione, che verrà fatta per ogni singola istituzione con i propri mezzi e il proprio personale. Laddove alcuni istituti avessero bisogno di ricorrere a mezzi e personale non esistente, dovranno attenersi alle indicazioni che saranno date dal Dipartimento della Protezione Civile, che comunicherà quali siano gli interventi che vengono consigliati, non di pulizia straordinaria ma di sanificazione, o eventuali particolari interventi. Inoltre le somme spese dalle singole istituzioni scolastiche, che non possono essere supportate dalle stesse, verranno sottoposte a rendicontazione e rimborso da parte del Dipartimento Regionale e Nazionale della Protezione Civile, in forza all’ordinanza emanata dal Presidente della Regione Siciliana e dal Governo Nazionale". 

Gli uffici pubblici resteranno aperti e in questi luoghi gli interventi di pulizia straordinaria saranno effettuati sabato e domenica. "L’Anci - si legge in una nota - sta provvedendo alla distribuzione di un opuscolo in italiano e in inglese in cui vi è scritto cosa sia il Coronavirus e il corretto comportamento da tenere per scongiurarne la diffusione. In ultimo, come amministratore denuncerò alla polizia postale chiunque si faccia protagonista della diffusione di messaggi vocali e simili che possano veicolare informazioni infondate e allarmistiche, altresì denuncerò agli organi competenti chi si farà attore di truffe ai fini di speculazioni nella vendita di prodotti per la prevenzione al contagio".

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