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Cronaca

Ansia e depressione da Coronavirus, decine le richieste di aiuto psicologico al Policlinico

L'ambulatorio virtuale "Psicohelp" è in servizio da lunedì e sono arrivate chiamate persino da Milano, Salerno e Catanzaro, soprattutto da donne e giovani. Lo psichiatra: "In tanti hanno paura di aver contratto la malattia e vivono uno stato di disagio che impedisce loro di pensare ad altro"

Da lunedì, giorno in cui sono state attivate le linee dello “Psicohelp” - l’ambulatorio di supporto psicologico virtuale pensato dal Policlinico per affrontare questa fase di emergenza - sono decine le chiamate arrivate agli operatori. Alcune persino da Milano, ma anche da Catanzaro e da Salerno. Tante sono infatti le persone – soprattutto donne e per lo più giovani e di mezza età – che di fronte al pericolo del contagio soffrono di stati di ansia e di angoscia e chiedono dunque aiuto agli specialisti. Una platea, che per via delle restrizioni sempre più rigide e dell’inevitabile proroga del blocco, nei prossimi giorni si allargherà senz’altro.

Mediamente arrivano tra le 15 e le 30 chiamate al giorno, come spiega il professore Daniele La Barbera, che dirige l’unità operativa complessa di Psichiatria dell’ospedale. A preoccupare in questo momento non sono tanto le conseguenze economiche e sociali legate alla diffusione del virus, ma soprattutto l’aspetto prettamente sanitario.

Come ricevere assistenza psicologica, anche on line

“Molte persone – spiega La Barbera – sono preoccupate di avere dei sintomi compatibili con quelli del Covid-19 e manifestano un disagio molto forte, anche condizioni depressive. Per coloro che già soffrono di ansia e di ipocondria chiaramente la situazione è ancora più grave: un colpo di tosse, un semplice brivido, fanno pensare ai segnali della malattia e generano ulteriori timori”. Naturalmente l’informazione e i media hanno un ruolo cruciale in questo stato di cose, poiché la diffusione continua di numeri legati a nuovi contagi, a decessi, nonché la costante scoperta di casi positivi non fa che acuire lo stato di ansia di chi già è soggetto a questo tipo di disturbo. “Non è facile informare oggi – dice il professore - perché occorre doverosamente dare conto di notizie gravi senza però generare allarmismo. Le contraddizioni che emergono per esempio tra i pareri medici o tra le posizioni discutibili di tanti politici a livello mondiale determinano confusione e ansia”.

Molti di coloro che chiamano sono giovani: “Siamo rimasti sbalorditi quando abbiamo ricevuto telefonate anche da altre regioni d’Italia, come dalla Lombardia, dalla Calabria e dalla Campania – dice ancora La Barbera – e molti di coloro che ci contattano sono giovani. Segnalano angoscia, calo dell’umore, uno stato di preoccupazione costante rispetto alla diffusione dell’epidemia che impedisce loro di trovare una soluzione”. Sono atterriti, in altri termini, e nei casi più gravi si manifestano anche attacchi di panico. “Questa è una reazione estrema – sottolinea lo psichiatra – si tenga conto che l’ansia porta ad un malessere molto forte, tiene la persona in uno stato di costante allarme, la fa essere tesa, nervosa, inquieta e le impedisce di attivare la dovuta capacità di adattamento a questa nuova e difficile situazione. Non vede soluzioni e non trova sollievo in alcuna attività”.

Il team di specialisti, coordinati dal direttore sanitario Giovanna Volo, offre quindi una serie di consigli per superare le difficoltà: “L’ambulatorio virtuale è stato pensato anche per tutti quei pazienti già in cura che in questo momento di fatto non possono accedere ai servizi. Sostanzialmente passiamo le nostre giornate al telefono, prima di tutto per ascoltare e dare un contatto umano a chi è in difficoltà, favorendo uno sfogo e offrendo la disponibilità ad ulteriori colloqui. I casi più gravi e di rilievo clinico, dove serve anche la somministrazione di farmaci, vengono dirottati agli specialisti. Tutti gli altri vengono aiutati a trasformare l’ansia in prudenza, a superare il senso di pericolo grazie alla capacità di controllarlo. Chiediamo agli utenti cosa amano fare e li invogliamo, rispettando chiaramente le restrizioni in atto, a dedicarsi ad attività pratiche che possano renderli sereni”.

Sono pochi per ora quelli che hanno contattato il servizio per manifestare preoccupazioni legate anche alle difficoltà lavorative ed economiche che derivano dalla diffusione dell’epidemia. “Sono certo però – conclude La Barbera – che tra un paio di settimane la situazione sarà molto diversa e che questo tipo di casi aumenterà”. Per contattare lo “Psicohelp” basta telefonare ai seguenti numeri: 091.6555654, 091.6555653 e 091.6555641.

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