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Coronavirus, 1.692 nuovi contagi: Sicilia con il tasso di positività più alto registrato in Italia

La provincia di Palermo registra oggi il maggior numero di casi nell'Isola: 485. Questo quanto emerge dal consueto bollettino del ministero della Salute, che dà conto anche di 29 morti. Scendono i ricoveri in regime ordinario (-8) salgono quelli in terapia intensiva (+4)

Nell'utimo giorno in cui è in vigore il decreto Natale, la Sicilia fa registrare 1.692 i nuovi contagi da Coronavirus su 9.767 tamponi processati: mai così tanti negli ultimi 15 giorni. La conseguenza è che il tasso di positività schizza al 17,3%, il più alto registrato oggi in Italia.

E' quanto emerge dal consueto bollettino del ministero della Salute, che dà conto anche di 29 morti nell'Isola. Più confortante è il dato sui guariti, che oggi sono 1.350. Dopo giorni di aumento scendono i ricoveri in regime ordinario: sono 1.190 in tutto (-8 in meno rispetto a ieri), in terapia intensiva si trovano ricoverati 194 pazienti (+4).

Il bollettino del 6 gennaio

Venerdì arriveranno i dati del monitoraggio dell'Iss. L'annunciato inasprimento dei parametri legati alla definizione di zona rossa e zona arancione in base all'indice Rt può produrre lo spostamento di alcune regioni in una fascia con restrizioni maggiori rispetto alla "zona gialla rafforzata", che dovrebbe tornare in vigore l'11 gennaio. Da lunedì prossimo il livello di restrizioni tornerà ad essere articolato su base regionale a seconda delle singole criticità.

La distribuzione nelle province vede 485 casi a Palermo, 449 a Catania, 207 a Messina, 193 a Siracusa, 91 a Caltanissetta, 82 a Trapani, 73 ad Agrigento, 61 a Ragusa e 51 a Enna.

Anci Sicilia: "Nuove misure di contrasto al virus"

"Di fronte a un ennesimo impetuoso aumento dei contagi e delle vittime in Sicilia e in Italia - ha dichiarato il presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando - faccio appello al governo nazionale e a quello regionale perché si adottino misure significative per contrastare il nuovo diffondersi del virus. Ho il timore che il giusto ottimismo per l'avvio della campagna vaccinale, che avrà comunque tempi lunghi per la sua vastità e complessità, venga percepito da alcuni come un ingiustificato 'liberi tutti'. Siamo in presenza di numeri ancora una volta preoccupanti; temo ci attendano ancora lunghi mesi di sofferenze e lutti, di sovraccarico del nostro sistema sanitario. Per questo chiedo che sia valutata ogni iniziativa che ancora una volta scoraggi comportamenti pericolosi o irresponsabili, che ponga la priorità per la tutela della salute e della vita".

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