In Sicilia trovate altre 73 persone positive al Coronavirus, il trend resta costante

Aumenta rispetto ai giorni scorsi il numero dei tamponi effettuati (1210). Attualmente invece risultano sono ancora contagiate 1.726 persone (+62). Ricoverati 627 pazienti, di cui 74 in terapia intensiva. 95 i guariti (+1) e 111 i morti (+10)

Foto Ansa

Dai dati sembra che in Sicilia si sia arrivati al plateau, a un altopiano. Sono 73 (il 6%) infatti le nuove persone trovate positive al Coronavirus nell'Isola - su 1210 tamponi effettuati - nelle ultime 24 ore. Un trend costante ormai dai 4 giorni (+71; +73; +68 il dato dei giorni precedenti). Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 19.896, mentre il totale dei positivi dall'inizio dell'emergenza si avvicina a quota duemila: 1.932 per la precisione (vedi curva elaborata da Sicily Tech). Contenuti i contagi anche nella provincia di Palermo dove - grazie alle misure di contentimento - si registrano appena 6 contagi in più. Purtroppo però c'è un altro decesso, che porta il totale a 12. E' opportuno ricordare che la Regione non fornisce i dati per Comune, almeno per quanto riguarda la provincia di Palermo. 

Attualmente nell'Isola invece risultano ancora contagiate 1.726 persone (+62). Di questi sono ricoverati 627 pazienti (+19 rispetto a ieri), di cui 74 in terapia intensiva (+1), mentre 1.099 (+43) sono in isolamento domiciliare, 95 guariti (+1). Ancora molto alto il numero dei deceduti, che arriva fino a 111: dieci in più rispetto a ieri e più del 5% sul totale. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato 4 aprile) così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale. 

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 99 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Palermo, 260 (77, 24, 12); Caltanissetta, 82 (25, 4, 7); Catania, 506 (158, 21, 42); Enna, 266 (162, 1, 13); Messina, 306 (130, 14, 24); Ragusa, 40 (6, 4, 3); Siracusa, 77 (44, 24, 6); Trapani, 90 (25, 1, 3). Sul dato dei deceduti è opportuno specificare che questo viene assegnato alla provincia dove avviene il decesso. Se per esempio un paziente di Agrigento muore durante il ricovero all'ospedale di Caltanissetta, il decesso verrà contegiato alla provincia di Caltanissetta.

curva contagi-2 

La polizia consegna 10 mila mascherine in Sicilia

E' stato effettuato ieri dalla polizia il trasporto urgente di 10 mila mascherine Ffp2 destinate al personale impiegato nell’emergenza sanitaria in Sicilia. Il trasporto è avvenuto su un aereo P180 della polizia dall’aeroporto di Ciampino a quello di Punta Raisi a Palermo, dove sono stati trasferiti a bordo di un elicottero AW 139 all’aeroporto Boccadifalco. Il trasporto, effettuato dagli uomini del I Reparto Volo della Polizia di Stato di Pratica di Mare e dai loro colleghi dell’omologo reparto palermitano, ha messo in poco tempo a disposizione del personale sanitario operante in Sicilia, i dispositivi di protezione individuale.

Pasqua e Pasquetta: nè spesa nè scampagnate

Se da un lato il Comune è intervenuto per tempo annunciando la chiusura della Favorita e la proroga "fino a cessata emergenza" della chiusura di parchi e ville, dall'altro la Regione nella nuova ordinanza emanata dal governatore Musumeci ha confermato che le saracinesche dei supermercati dovranno restare abbassate fino a giorno 13 aprile nei giorni festivi. Dunque anche a Pasqua e Pasquetta. Incassando la sodisfazione dei sindacati. “La chiusura dei supermercati nel giorno di Pasquetta - affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - è una decisione saggia e un segnale di responsabilità. Ringraziamo il presidente Musumeci per avere accolto il nostro appello a nome di migliaia di lavoratrici e lavoratori del commercio”.

Misure più stringenti ad Agira

Da oggi non si potrà neppure fare la spesa o entrare nei negozi: solo consegne a domicilio. E nelle tabaccherie si potrà accedere solo una volta a settimana, in base all’iniziale del cognome. Accade ad Agira, in provincia di Enna, 8 mila abitanti. La spesa dovrà essere consegnata a domicilio, o "prenotata e consegnata davanti agli esercizi commerciali". In una delle quattro città proclamate "zona rossa" in Sicilia dal governatore Nello Musumeci (insieme a Villafrati, Troina e Salemi) di fronte al progredire del Covid-19 - ieri si è raggiunto il numero di 30 positivi e 4 decessi (più altri due di cui si attende ancora l’esito del tampone) - la sindaca Maria Greco irrigidisce ulteriormente i divieti, con un’ordinanza urgente firmata poche ore fa.

Le richieste vanno limitate a due volte a settimana e a un solo componente del nucleo familiare. Per i soli soggetti anziani, soli e malati, rimane il servizio già istituito di consegna alimentare a domicilio attraverso i volontari della Protezione civile. L'imperativo è spezzare la catena dei contagi.

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

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Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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