Coronavirus, in Sicilia situazione stabile: 35 nuovi casi, 13 persone lasciano l'ospedale

Dopo la pausa domenicale torna alto il numero di tamponi validati (2.358). Scendono ancora i ricoverati (-13), un paziente in meno in terapia intensiva. Quattordici i guariti, salgono di 20 unità gli attuali positivi e si registra un solo nuovo decesso

Personale sanitario indossa tute e mascherine protettive nel reparto Covid-19 - Foto Ansa/Fabrizio Cassinelli

C'è una linea retta - o quasi visto i lievi oscillamenti su e giù - che preoccupa i siciliani: ed è quella dei nuovi contagi al Coronavirus. La linea dal 2 marzo in poi (giorno in cui la Regione ha iniziato da fornire il report giornaliero) è andata verso l'alto fino a raggiungere il suo picco il 26 marzo (170 casi registrati) per poi scendere gradatamente. Poi dal 12 aprile (52 casi) ecco l'appiattimento, fino a oggi: 35 nuovi contagi. Piccole variazioni nell'ordine di una decina di casi in più o meno al giorno. Tutti aspettano con ansia il giorno dei 0 contagi: ma probabilmente ci sarà ancora molto da attendere. Anche per via dei piccoli focolai che si vanno accendendo in vari luoghi dell'Isola: per la maggior parte nelle in ospedali, rsa o case di riposo. Ultimi in ordine temporale il Regina Pacis di Palermo e il Don Bosco di Caltagirone (Catania). Insomma il virus in Sicilia non sembra che circoli "per strada". 

Intanto però le buone notizie negli ultimi giorni sono arrivate dal fronte ospedaliero, dove si registrano meno ricoveri e meno pazienti in terapia intensiva. Oppure dall'elevato numero dei guariti (per due giorni si sono registrati più guariti che contagiati) e dal contenuto numero di decessi. Cifre importanti. Inutile farsi influenzare dal dato giornaliero, o concentrarsi sul numero di tamponi validati nelle ultime 24 ore. La valenza statistica dei dati va considerata nel lungo periodo. E nelle ultime due settimane il numeri dei contagi si è sensibilmente affievolito rispetto alle due settimane precedenti a fronte di un numero di tamponi validati che invece si è nettamente alzato. Per questo - e a ragione - Musumeci e la giunta regionale tutta hanno scritto a Conte per chiedere aperture diverse rispetto al Nord

Andiamo ai numeri forniti dalla Regione relativi a oggi (28 aprile). Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 73.008 (+2.358 rispetto a ieri), su 68.729 persone: di queste sono risultate positive 3.120 (+35), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.143 (+20), 745 sono guarite (+14) e 232 decedute (+1). Degli attuali positivi, 462 pazienti (-13) sono ricoverati - di cui 34 in terapia intensiva (-1) - mentre 1.681 (+33) sono in isolamento domiciliare.

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In provincia di Palermo invece si registrano 9 casi in più, attualmente i malati sono 352. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Palermo, 352 (69, 90, 28); Caltanissetta, 125 (14, 22, 11); Catania, 670 (106, 220, 81); Enna, 295 (122, 81, 28); Messina, 373 (90, 112, 48); Ragusa, 54 (6, 29, 6); Siracusa, 111 (49, 86, 24); Trapani, 94 (6, 40, 5).

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Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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