Coronavirus, solo tre nuovi casi: ma in Sicilia i malati sono ancora più di 1.400

Il 99,9% dei 2.421 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore è risultato negativo. Pochi i guariti (appena 5), scendono ancora i ricoverati (-5). Da registrare una paziente in più in terapia intensiva e un decesso

Ultimi colpi di coda (si spera) del Coronavirus in Sicilia. Sono tre i nuovi casi scoperti nelle ultime 24 ore a fronte di 2.421 tamponi analizzati dai laboratori regionali (0,1%). Pochi invece i guariti (appena 5), che fanno dunque rimanere quasi costante il numero degli attuali malati: 1.430. Da registrare invece un nuovo decesso e una paziente in più in terapia intensiva: si tratta della donna di 34 anni incinta che si trova al Cervello in condizioni serie.

Passiamo al quadro riepilogativo della situazione aggiornato alle ore 15 di oggi. Dall'inizio dei controlli i tamponi effettuati sono stati 137.682 su 120.206 persone: di queste dall'inizio dell'emergenza ne sono risultate positive 3.430, mentre attualmente sono ancora contagiate 1.430 (-3 rispetto a ieri), 1.729 sono guarite e 271 decedute. Degli attuali positivi, 93 pazienti (-5) sono ricoverati - di cui 10 in terapia intensiva - mentre 1.337 (+2) sono in isolamento domiciliare. Un dato che balza all'occhio è che dal 2 marzo solo il 50% delle persone contagiate sono guarite. 

La situazione nel Palermitano e nelle altre province

Nessun nuovo caso in provincia di Palermo, dove rispetto a ieri c'è da registrare solo due persone uscite dall'ospedale. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 38 (0 ricoverati, 102 guariti e 1 deceduto); Palermo, 341 (24, 201, 34); Caltanissetta, 18 (3, 144, 11); Catania, 608 (29, 365, 98); Enna, 67 (5, 325, 29); Messina, 286 (29, 221, 57); Ragusa, 28 (0, 62, 7);
Siracusa, 30 (3, 189, 29); Trapani, 14 (0, 120, 5).

Il bollettino nazionale

Isolata variante del virus meno potente

Il Covid sembra stia battendo in ritirata: come fa notare su facebook il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, "siamo al 52esimo giorno consecutivo di calo dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 in Italia, da 553 a 541, e siamo ormai al 13.26% del picco". Inoltre, a 22 giorni di distanza "dalla riapertura del 4 maggio, non ci sono segni di ritorno di fiamma del virus".

A cosa si deve questo calo dei casi gravi di Covid-19? Sul fatto che la quaranena forzata sia stata fondamentale per contenere l’epidemia non ci sono dubbi di sorta. Alcuni virologi hanno tuttavia ipotizzato che il calo delle terapie intensive possa in parte dipendere dal fatto che il virus ha perso quella forza e quell’aggressività che aveva nella fase iniziale della pandemia. Un’ipotesi che molti medici hanno ritenuto priva di ogni logica perché, per dirla con il professor Massimo Galli, "non ci sono evidenze scientifiche per dire che il virus ora è meno cattivo di prima". Il dibattito ha dunque creato una nuova spaccatura fra gli scienziati. (Leggi l'articolo completo su Today)

Test sierologici, solo 1 su 4 finora ha detto sì

Sono state oltre 7300 le telefonate effettuate dalla Croce Rossa italiana per contattare i cittadini del campione che parteciperà all'indagine sierologica cominciata ieri, lunedì 25 maggio. Un'indagine che potrebbe fotografare quanto il virus ha realmente circolato nel Paese. Il 25% del campione ha detto "sì" all'esecuzione del test già al primo contatto telefonico, mentre sono oltre il 60% le persone che hanno chiesto di essere ricontattate per vari motivi e circa il 15% quelle propense ma che per il momento stanno ancora valutando.“

I primi prelievi per i test sierologici dell'indagine del ministero della Salute, a seguito delle prime chiamate ai cittadini selezionati nel campione Istat, sono iniziati oggi. Le prime regioni dove si stanno effettuando oggi i prelievi sono Liguria, Basilicata, Province Autonome di Trento e Bolzano, Lazio. Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa, ha lanciato questo appello: "I volontari e colleghi della Croce Rossa stanno lavorando senza sosta per questo servizio importante per le nostre comunità. Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso".

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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