Cronaca

Coronavirus, 4 nuovi contagi in Sicilia: il numero dei ricoverati scende sotto quota 100

Dei 2.012 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore solo lo 0,19% è stato trovato positivo. Sempre in miglioramento la situazione negli ospedali: 9 i pazienti in terapia intensiva e 98 le persone che hanno bisogno di cure. Da registrare un nuovo decesso

Foto Ansa

Sono 4 i nuovi casi di Coronavirus trovati in Sicilia (due nella provincia di Palermo) nelle ultime 24 ore su 2.012 tamponi analizzati (0,19%). Scende sotto quota 100 invece il numero dei ricoverati, mentre altre 23 persone hanno scacciato l'incubo Covid e sono guarite. Da registrare però un nuovo decesso.

Questo quanto emerge dall'ultimo bollettino della Protezione civile regionale relativo a lunedì 25 maggio. Numeri tutto sommato ancora rassicuranti. Dall'inizio dei controlli i tamponi effettuati sono stati 135.261 su 118.208 persone: di queste dall'inizio dell'emergenza sono risultate positive 3.427 mentre attualmente sono ancora contagiate 1.433 (-20), 1.724 sono guarite e 270 decedute. Degli attuali positivi, 98 pazienti (-2) sono ricoverati - di cui 9 in terapia intensiva (0) - mentre 1.335 (-18) sono in isolamento domiciliare.

Donna incinta positiva ricoverata al Cervello

La situazione nel Palermitano e nelle altre province

Due nuovi casi (col totale che sale a 576) e due guariti: stabile dunque la situazione degli attuali malati. Questa in breve la situazione nella provincia di Palermo. Dove non si registrazione variazioni rispetto a ieri sul fronte ricoverati e decessi. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 38 (0 ricoverati, 102 guariti e 1 deceduto); Palermo, 341 (26, 201, 34); Caltanissetta, 19 (4, 142, 11); Catania, 610 (30, 362, 98); Enna, 67 (5, 325, 29); Messina, 286 (30, 221, 56); Ragusa, 28 (0, 62, 7); Siracusa, 30 (3, 189, 29); Trapani, 14 (0, 120, 5).

Il bollettino nazionale: in calo i nuovi casi

In Sicilia distribuiti oltre 18 milioni di dispositivi

Prosegue, di giorno in giorno, la distribuzione - da parte della Regione Siciliana - di dispositivi di protezione individuale e apparecchi sanitari. Dal primo marzo a ieri (24 maggio),  sono stati consegnati - a strutture sanitarie, case di riposo per anziani, residenze sanitarie assistite, Comuni, Prefetture, Forze dell'Ordine, Esercito, ex Province, carceri, dipartimenti regionali, Confcommercio e Confesercenti – oltre 18 milioni e 350 mila pezzi.

In particolare, attraverso la Protezione civile della presidenza della Regione sono, stati distribuiti: oltre undici milioni e 600 mila mascherine (chirurgiche, ffp2, Ffp3 e M95); 4 milioni e mezzo di guanti; un milione e trecentomila dispositivi tra camici, calzari, tute e cuffie. Tra gli altri materiali distribuiti anche 153mila tra occhiali e visiere, oltre 588 mila tamponi e kit diagnostici e 60 mila apparecchi sanitari. I dpi e il materiale consegnato proviene da acquisti diretti della Regione e della Protezione civile nazionale, oltre che da donazioni di privati.

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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