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Coronavirus, sono oltre 60 mila i siciliani sottoposti a tampone: 55 i nuovi casi

Per la prima volta la Regione differenzia tamponi totali (65.165, +3.015 rispetto a ieri) e casi testati (63.626). Oggi si registrano un buon numero di guariti (31) e di pazienti dimessi dagli ospedali (14). Cinque invece i nuovi decessi. Sull'Isola i più colpiti dal Covid hanno una fascia d'età compresa tra i 50 e i 59 anni

Sono 63.626 le persone alle quali è stato fatto almeno un tampone in Sicilia. E' questo il dato, che viene fornito per la prima volta dalla Regione, che spicca nell'aggiornamento di oggi (24 aprile). Che si differenzia dal numero di test totali effettuati (65.165), perchè sono diversi invece i soggetti ai quali il tampone è stato fatto più di una volta. I tamponi validati nelle ultime 24 ore invece sono 3.015 e su questi sono stati trovati 55 nuovi casi. Trend stabile dunque ormai da più di 10 giorni, con però una media di esami giornalieri che si è alzata notevolmente. Il totale dei casi registrati dall'inizio dell'emergenza è di 2.981 (il 4,6% delle persone controllate).

Da registrare ancora un buon numero di guariti, 31, che portano il totale a 443. Le persone decedute invece sono 5, che fanno salire il numero a 218. Gli attuali positivi (il numero delle persone al momento malate) è di 2.320 (+19). Cala ancora il numero dei ricoverati: ad oggi sono infatti 493 (17 in meno rispetto a ieri), di cui 32 in terapia intensiva (-2). Sono 1827 invece quelli in isolamento domiciliare. 

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Palermo, 360 (70, 48, 27); Caltanissetta, 119 (18, 19, 10); Catania, 721 (93, 128, 77); Enna, 316 (155, 56, 25); Messina, 397 (98, 83, 45); Ragusa, 71 (4, 6, 6); Siracusa, 97 (49, 81, 22); Trapani, 110 (6, 20, 5). 

Dall'istituto superiore della sanità rendono noto anche l'età media delle persone colpite da Covid-19 nell'Isola (dati aggiornati al 16 aprile): 0-9 anni (1.7%); 10-19 (2.6%); 20-29 (7.7%); 30-39 (9.2%); 40-49 (14.8%); 50-59 (21.4%); 60-69 (15.1%); 70-79 (12.2%) 80-89 (10.6%); >90 80 (3.7%); Non noto 25 (1.1%).

Quattro nuovi casi a Cefalù

Sono quattro gli asintomatici positivi al Covid 19 a Cefalù: due ragazzi arrivati dall'Inghilterra e due dalla Valle d'Aosta. Lo dice il sindaco, Rosario Lapunzina, il quale spiega che "la situazione è sotto controllo e non c'è alcun rischio di contagio. Le persone con cui sono venute a contatto i giovani sono già note e tutte hanno fatto i tamponi. Non c'è alcun allarme". I quattro si trovano a casa, in quarantena, insieme ai familiari. La loro permanenza in città è tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine e dagli agenti della polizia municipale. "Ribadisco, non c'è alcun pericolo di contagio - aggiunge il sindaco - stiamo facendo tutto quanto per garantire la loro la permanenza in assenza di pericoli per la popolazione che ha sempre rispettato le ordinanze emanate dai governi nazionale e regionale".

Musumeci lavora alla "fase 2": "Serve piano di ricostruzione economica"

"Varare con urgenza un Piano regionale per la ricostruzione economica e sociale dell'Isola e per l'efficientamento burocratico. E' questo l'obiettivo del mio governo per accompagnare la 'fase 2' in Sicilia, a sostegno delle imprese, dei settori produttivi e dei lavoratori, ma anche per accelerare la spesa pubblica destinata agli investimenti e alle infrastrutture". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. "La Sicilia produttiva - ha aggiunto - deve ripartire, nel rispetto delle norme di sicurezza, più determinata che mai"

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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