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Foto Ansa

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Coronavirus, in Sicilia trovati altri 42 casi (3 a Palermo) ma è boom di guariti: 31

Sono 1.601 i tamponi validati dai laboratori regionali. L'elevato numero di guarigioni, insieme a 3 decessi, fanno salire il conto degli attuali positivi di sole otto unità. Altri due pazienti escono dalla terapia intensiva

Ben 31 guariti, due persone in meno in terapia intensiva e un solo +8 nell'aumento degli attuali positivi. Sono numeri che fanno ben sperare quelli che emergono dal quadro giornaliero del 20 aprile fornito dalla Protezione civile regionale in merito all'emergenza Coronavirus. Sui 1601 tamponi validati dai laboratori invece emergono altri 42 casi (2,6%): un trend che continua dunque a mantenersi costante. Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 51.373  e quelli positivi arrivano a a 2.759.

Tre invece i nuovi casi nella provincia di Palermo, che portano il totale a 420, dove restano stabili i guariti (45) e dove si registra un altro decesso: si tratta di un uomo di 76 anni di Bagheria morto sabato al Covid hospital di Partinico (ma reso noto solo oggi ndr) che era uno degli ospiti della Rsa di Villafrati. E' la tredicesima vittima della casa di cura, diventata un focolaio. 

Sul fronte degli attuali positivi invece l'alto numero di guariti, e - purtroppo - i tre morti, portano il dato a crescere solo di otto unità. Sull'Isola quindi restano contagiate 2.210 persone, perchè nel frattempo 346 sono guarite e 203 decedute. Invece 565 pazienti (+2) sono ricoverati - di cui 39 in terapia intensiva (-2) - mentre 1.645 (+6) sono in isolamento domiciliare.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Palermo, 348 (71, 45, 27); Caltanissetta, 113 (16, 15, 10); Catania, 626 (100, 111, 71); Enna, 323 (175, 29, 25); Messina, 404 (128, 52, 41); Ragusa, 57 (4, 6, 6); Siracusa, 98 (64, 68, 17); Trapani, 112 (7, 18, 5).

Sul dato dei guariti (e dei deceduti) è opportuno specificare che questo viene assegnato alla provincia dove avviene il decesso o la dimissione dall'ospedale. Se per esempio un paziente agrigentino viene dimesso dopo un ricovero all'ospedale di Caltanissetta, la guarigione verrà contegiata alla provincia di Caltanissetta.

"In Sicilia possibile raggiungere contagi zero a fine aprile"

La fine dell’emergenza Covid-19 in Italia potrebbe avere tempistiche diverse nelle regioni a seconda dei territori più o meno esposti all’epidemia: in Lombardia e Marche l’assenza di nuovi casi si potrà verificare non prima della fine di giugno, in Sicilia già a fine mese. Sono le proiezioni fatte dagli esperti dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni Italiane, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e docente ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio. (Vai all'articolo)

Corsa sì, ma a pochi metri da casa

Non c’è alcun reale via libera alla corsa: “Chi si allontana dalla propria abitazione, cioè dal raggio di qualche centinaia di metri, rischia di essere multato”, chiarisce infatti l’assessore regionale allo Sport, Manlio Messina. In molti, presi dall’entusiasmo, hanno dimenticato che proprio quando qualche settimana fa venne introdotto per l’attività motoria il limite di stare “nelle vicinanze” della propria casa, di fatto si smise di correre. L’assessore spiega che si sarebbe voluto allentare di più “ma la Regione non può allargare oltre i limiti vigenti a livello nazionale, mentre ha il potere di restringere”. Se resta impensabile dare l’ok agli sport di gruppo, si aprono invece spiragli per tennis e padel, ma non a breve termine per il nuoto. Si lavora ad una nuova ordinanza per i primi giorni di maggio. (Leggi l'intervista)

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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