Coronavirus, in Sicilia oltre tremila tamponi validati ma i nuovi casi restano pochi (+8)

Solo lo 0,25% dei tamponi è risultato positivo al Covid-19: quattro in provincia di Palermo. Continua la discesa degli attuali malati (-15) e delle persone ricoverate (-13). Sono 22 invece i guariti, da registrare però anche un decesso

Per il quinto giorno consecutivo i casi di positività al Covid-19 in Sicilia sono meno di 10. Secondo l'ultimo bollettino diramato dalla Regione - aggiornato alle ore 15 di oggi 19 maggio - sono 8 i nuovi contagiati. Però, rispetto ai giorni scorsi, in un numero più alto di tamponi validati: 3.181 (quindi lo 0.25%). Le persone guarite invece sono 22, mentre c'è da registrare un nuovo decesso. Scende, anche se di poco, il numero dei malati (-15) ma anche quello dei ricoverati (-13) e dei pazienti in terapia intensiva (-1).

Ecco il quadro generale. Dall'inizio dei controlli i tamponi effettuati sono stati 122.040 su 109.195 persone: di queste ne sono risultate positive 3.403 mentre attualmente sono ancora contagiate 1.524 persone, 1.611 sono guarite e 268 decedute. Degli attuali positivi, 137 pazienti sono ricoverati - di cui 12 in terapia intensiva - mentre 1.387 (-2) sono in isolamento domiciliare.

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La situazione nel Palermitano e nelle altre province

Sono quattro, quindi il 50% del totale, i nuovi casi nella provincia di Palermo. Che portano il totale dall'inizio dell'emergenza a 567. Nove invece le persone guarite e 0 invece i decessi. Gli attuali malati scendono a 361. Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 44 (0 ricoverati, 96 guariti e 1 deceduto); Palermo, 361 (36, 172, 34); Caltanissetta, 50 (6, 109, 11); Catania, 629 (41, 336, 97); Enna, 67 (6, 325, 29); Messina, 294 (39, 210, 56); Ragusa, 30 (2, 60, 7); Siracusa, 32 (7, 186, 28); Trapani, 17 (0, 117, 5).

La Sicilia rischia di perdere migliaia di posti di lavoro

"La mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto rilancio relativo in particolare a quelle norme che impediscono alle imprese di licenziare i lavoratori per giustificato motivo oggettivo per una durata di due mesi ,così come previstio dal decreto Cura Italia, (oggi infatti scadono i termini) rischia di mandare definitivamente in fumo migliaia di posti di lavoro". A sostenerlo è  il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara il quale ha detto che "questo buco legislativo sarà letale per il già fragile tessuto ecomomico dell'isola. Ci auguriamo, a tutela di tutti i dipendenti del settore privato- conclude Lercara - che il Governo ponga immediatamente una pezza a questa situazione".

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

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Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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