Virus, in Sicilia nuovi 47 casi: Musumeci pensa a ordinanza che allenti restrizioni

Ancora un buon numero di tamponi validati dai laboratori regionali: 2.543, di questi è risultato positivo l'1,8%. I malati sull'Isola sono 2.171 (+32 rispetto a ieri). Nelle ultime 24 ore si registrano 9 guariti e 6 morti. Quattro pazienti escono dalla terapia intensiva

Foto di repertorio Ansa

Resta costante (e basso), come ormai da tre giorni, il numero dei nuovi casi positivi al Coronavirus in Sicilia. Il bollettino di oggi (sabato 18 aprile, diramato dalla Protezione civile regionale parla di 47 tamponi positivi sui 2.543 validati nelle ultime 24 ore dai laboratori, l'1,8%. Dall'inizio dei controlli dunque i tamponi effettuati sono stati 47.715 e il totale dei casi sale a 2.672.

Attualmente risultano sono ancora contagiate 2.171 persone (+32 rispetto a ieri), 305 sono guarite (+9) e 196 decedute (+6). Degli attuali malati 568 pazienti (+1) sono ricoverati - di cui 42 in terapia intensiva (-4) - mentre 1.603 (+31) sono in isolamento domiciliare.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 113 (14, 15, 10); Catania, 612 (107, 78, 68); Enna, 311 (171, 29, 25); Messina, 389 (128, 52, 40); Palermo, 342 (74, 45, 25); Ragusa, 58 (4, 6, 5); Siracusa, 105 (63, 60, 17); Trapani, 112 (7, 18, 5).

Case di riposo, due tamponi positivi al Regina Pacis

Misure meno restrittive: Musumeci ci pensa

Questione di ore. E - come già anticipato (e auspicato) ieri da PalermoToday - in Sicilia potrebbe esserci un'ordinanza che allenti le misure restrittive anti Coronavirus. Lo ha annunciato ieri sera il presidente della Regione Nello Musumeci ai microfoni TgCom24: “Presto adotterò una nuova ordinanza - ha detto - che consentirà di allentare un po' le maglie. Il comitato tecnico scientifico regionale riunito in seduta permanente per elaborare un parere sulla graduale riapertura delle attività già oggi potrebbe dare le prime indicazioni. Questo è il momento più difficile – avverte però Musumeci - bisogna conciliare l’esigenza di riaprire gradualmente e dare un segnale fiducia al popolo siciliano, dall’altra parte avere la prudenza di non vanificare quanto fatto. I nostri numeri confermano la bontà della linea del rigore che abbiamo mantenuto, ma adesso non dobbiamo fare passare il messaggio tutti in libertà. Io adotterò nelle prossime ore un’ordinanza che consente di allentare le maglie, abbiamo concordato con il governo nazionale che dal 3 maggio si possono pensare alcune soluzioni ma adesso non dobbiamo fare passare il messaggio del tutti liberi”.

Quali provvedimenti adotterà il governatore? Ancora nulla di ufficiali, ma i rumors parlano della possibilità di autorizzare la corsa e gli sport all'aria aperta, pur con alcune precauzione e con il mantenimento delle distanze di sicurezza. E un'apertura potrebbe esserci anche per le consegne di cibo a domicilio nei giorni festivi.

La Regione ha già trasferito risorse ai Comuni

Prosegue il trasferimento delle risorse finanziarie da parte della Regione Siciliana ai Comuni per l'assistenza alimentare alle famiglie più disagiate per l'emergenza Covid 19. Sono più della metà gli enti locali dell'Isola che hanno già firmato l'Atto di adesione predisposto dagli uffici del dipartimento della Famiglia, per ottenere l'erogazione delle somme stanziate dal governo Musumeci. I Comuni che hanno ricevuto le risorse possono pubblicare il bando per individuare i beneficiari e procedere con la distribuzione delle stesse. Palazzo Orleans, con la delibera che ha stanziato complessivamente cento milioni di euro, distribuiti in tre mesi, ha vincolato il contributo “prioritariamente ai nuclei familiari che non percepiscono alcuna altra forma di reddito o di assistenza economica da parte dello Stato, compresi ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza”.

La procedura di utilizzo dei fondi è stata velocizzata e semplificata al massimo dagli uffici e a riguardo ha fatto chiarezza anche l'assessore alle Autonomie locali, Bernardette Grasso, che con due circolari ha superato i dubbi sollevati dall'Anci-Sicilia in merito alla procedure amministrativo-contabili per l'utilizzo delle somme stanziate dalla Regione. L'assessore ha infatti chiarito che in base al quadro normativo vigente i Comuni, proprio in ragione dello stato di emergenza connesso all'epidemia da Covid 19, possono operare con modalità semplificate, in deroga alle ordinarie procedure in materia di appalti pubblici e possono procedere, in esercizio provvisorio, con delibera della giunta all'approvazione delle necessarie variazioni di bilancio. 

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

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Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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