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Coronavirus, oltre 2.500 tamponi validati: in Sicilia contagi ancora contenuti, 44 i nuovi casi

Sul fronte degli attuali positivi invece ci sono ancora contagiate 2.108 persone (+27 rispetto a ieri), 284 sono guarite (+11) e 187 decedute (+6). Continua a ridursi la pressione negli ospedali: altri 17 i pazienti dimessi

Aumenta leggermente il numero, ma non la percentuale rispetto ai tamponi fatti, dei casi di contagio da Coronavirus in Sicilia. Su 2.538 tamponi validati nelle ultime ventiquattro ore, 44 persone sono state trovate positive al Covid-19: si tratta dell'1,7%, come ieri. Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 42.405, mentre il numero dei contagiati arriva ora a 2.579. In provincia di Palermo invece i casi nuovi sono appena 6, a fronte di nessun guarito e di un morto.

Sul fronte degli attuali positivi, sull'Isola ci sono ancora contagiate 2.108 persone (+27 rispetto a ieri), 284 sono guarite (+11) e 187 decedute (+6). Continua a ridursi la pressione negli ospedali: ci sono ancora 573 pazienti (-17) ricoverati, di cui 48 in terapia intensiva (-1), mentre 1.535 (+44) sono in isolamento domiciliare.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Palermo, 330 (71, 44, 25); Caltanissetta, 115 (14, 13, 10); Catania, 600 (121, 70, 65); Enna, 292 (174, 25, 24); Messina, 370 (133, 48, 38); Ragusa, 59 (5, 5, 5); Siracusa, 100 (49, 60, 14); Trapani, 113 (6, 17, 5).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (giovedì 16 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale.

Rsa di Villafrati, si aggrava il bilancio

Non si arrestano i decessi legati al focolaio della residenza sanitaria assistenziale in provincia di Palermo. Una donna di 88 anni risultata positiva al Coronavirus è morta questa notte al Covid hospital di Partinico. L’anziana, originaria proprio di Villafrati, era una delle ospiti della struttura che si trovava nel piccolo comune dichiarato “zona rossa”. Anche lei aveva un quadro clinico delicato e delle patologie pregresse. Nei giorni scorsi la Procura di Termini Imerese ha avviato un’indagine conoscitiva, senza ipotesi di reato né indagati, per verificare se vi siano profili penali nella diffusione del contagio registrato a Villa delle Palme. Un atto dovuto alla luce dell’elevato numero di infettati dal virus tra gli anziani ospiti e il personale sanitario impiegato nella struttura. Oltre 70 i casi positivi.

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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