Coronavirus, pochi tamponi validati (566): il numero dei casi in Sicilia supera quota 2.500 (+43)

Positivi al test il 7,5%. Gli attuali contagiati arrivano a 2.071. Cresce il numero dei guariti, 255 (+18). Il numero dei morti sale a 175 (+4). Due pazienti in più sono stati spostati in terapia intensiva. In provincia di Palermo 6 casi in più

Le attività del Laboratorio di riferimento regionale per la Sicilia Occidentale per l’emergenza Sars-CoV-2 diretto dal prof. Francesco Vitale

I pochi tamponi effettuati (causa festività pasquali?), appena 566, sono il dato che più colpisce nell'ultimo aggiornamento della Regione in merito all'emergenza Coronavirus. Su questi ultimi tamponi validati dai laboratori sono stati scovati altri 43 casi, circa il 7,5%. Quindi se il numero resta costante (ieri erano stati 42), la percentuale sui tamponi invece cresce. Dall'inizio dei controlli i tamponi effettuati sono stati 37.877 e di questi sono risultati positivi 2.501. In provincia di Palermo invece sono appena 6 i casi di positività riscontrati, che fanno arrivare il totale a 391: di questi 327 sono ancora contagiati (71 in ospedale), 41 sono guariti e 23 sono morti.

Il bolletino nazionale: contagi bassi, ancora tanti morti

Mentre attualmente sull'Isola sono ancora contagiate 2.071 persone (+21), 255 sono guarite (+18) e 175 decedute (+4). Degli attuali 2.071 positivi, 605 pazienti (0) sono ricoverati - di cui 53 in terapia intensiva (+2) - mentre 1.466 (+21) sono in isolamento domiciliare. 

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 127 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Palermo, 327 (71, 41, 23); Caltanissetta, 117 (22, 8, 10); Catania, 593 (128, 59, 63); Enna, 293 (177, 21, 21); Messina, 358 (133, 45, 36); Ragusa, 58 (6, 4, 5); Siracusa, 87 (55, 58, 11); Trapani, 111 (13, 17, 5). Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (martedì 14 aprile).

Rsa di Villafrati, scatta indagine della Procura

Il focolaio di Covid-19 nella Rsa di Villafrati è sotto la lente della Procura di Termini Imerese. L'indagine conoscitiva, cioè senza ipotesi di reato e senza indagati, è un atto dovuto per verificare se vi siano eventuali responsabilità penali nel contagio di una cinquantina di anziani e di una ventina di operatori. L'intero paese è "zona rossa". (Vai all'articolo)

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

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Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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