Coronavirus, in Sicilia la situazione resta sotto controllo: giugno si apre con 0 contagi

E' la seconda volta dall'inizio dell'emergenza. I tamponi processati sono stati 1.132: tutti sono risultati negativi. Nessun decesso. Ci sono 19 guariti, gli attuali malati sono 967

Foto Ansa

Giugno si apre senza nessun nuovo contagio in Sicilia, su 1.132 tamponi processati. E nessun decesso. A due giorni dalla "fase 3" quindi la situazione sull'Isola resta più che mai sotto controllo. La tanto temuta "ondata" dopo le aperture del 4 maggio prima, e del 18 poi, non c'è stata. Adesso il nuovo leitmotiv - soprattutto sui social (e dove sennò) - è dedicato al ritorno per le vacanze dei tanti siciliani di Lombardia. Vedremo.

Il bollettino nazionale: contagi in calo

Andiamo ai numeri della Regione, aggiornati alle ore 15 di oggi. Dall'inizio dei controlli i tamponi effettuati sono stati 151.186 su 129.103 persone: di queste sono risultate positive 3.443, mentre attualmente sono ancora contagiate 967 (-19), 2.202 sono guarite (+19) e 274 decedute (0). Degli attuali positivi, 73 pazienti (+1) sono ricoverati - di cui 8 in terapia intensiva (+1) - mentre 894 (-20) sono in isolamento domiciliare. E' la seconda volta dall'inizio dell'emergenza che si registrano 0 contagi: la prima era stata il 23 maggio.

La situazione nel Palermitano e nelle altre province

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 35 (0 ricoverati, 105 guariti e 1 deceduto); Palermo, 279 (16, 263, 36); Caltanissetta, 16 (4, 147, 11); Catania, 440 (26, 533, 99); Enna, 18 (1, 378, 29); Messina, 136 (24, 372, 57); Ragusa, 16 (0, 74, 7);
Siracusa, 12 (2, 210, 29); Trapani, 15 (0, 120, 5).

A Palermo finora 16 morti

"Oggi i dati dicono che in tutta la città di Palermo i contagiati sono 27 e che i morti, in questi tre mesi sono 16". Dopo tre mesi dall'inizio dell'emergenza finalmente si hanno i primi dati che riguardano il comune di Palermo. Finora infatti la Regione ha solo fornito statistiche solo a livello provinciale. I numeri sono stati forniti dal sindaco Leoluca Orlando, nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare il documento "#PalermoSiCura" elaborato dalla giunta comunale come strumento per la progettazione e la programmazione degli interventi di medio-lungo periodo dopo l'emergenza Covid-19 per lo sviluppo della città. (Vai all'articolo)

I divieti che resteranno in vigore anche dopo il 3 giugno

Il 3 giugno, come annunciato venerdì scorso dal governo, non ci sarà più il limite del confine regionale per gli spostamenti. Non è chiaro se l’esecutivo interverrà con un nuovo dpcm per interrompere il blocco che comunque scadrebbe a mezzanotte del 2 giugno. Certo è che a partire da mercoledì cadrà anche l’ultimo paletto alla libera circolazione delle persone all’interno del territorio nazionale. L’addio all’autocertificazione però non significa che ci si potrà comportare come se il Covid non sia mai esistito. Insomma, riacquisteremo un altro pezzettino della nostra libertà, ma anche questa volta non sarà un "liberi tutti".  Salvo sorprese resteranno dunque in piedi alcuni dei paletti introdotti con i precedenti dpcm per contenere l’epidemia. (Vai all'articolo)

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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